Intervista Hoka Hey

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Ciao Hoka Hey, siete tornati dopo le vostre SHELTE. Come state? Shelte è stato il vostro ultimo sforzo discografico, ci parlate un po’ di come siete cambiati rispetto a questa uscita?

E: Eccoci di nuovo qua, oserei dire, in splendida forma.

I cambiamenti sono il frutto delle “Shelte” compiute, quindi, sono la nostra unica certezza.

In questa vita tutto cambia, tutto si trasforma e noi fluiamo fiduciosamente con lei: mai un giorno uguale all’altro, sempre con il naso all’insù ad annusare l’Aria, sempre sul pezzo, pronti a lasciarci sorprendere dal nuovo!

M: Sicuramente abbiamo capito che per dare la giusta cura ai nostri brani si deve intraprendere la strada dei singoli. Come si faceva all’inizio con il rock n’ roll. Ogni disco ti obbliga a fare una selezione, ma tu sceglieresti di dare da mangiare di più solo ad uno dei tuoi figli? Non credo. Questo è il cambiamento maggiore direi: fare solo singoli per dare il giusto peso ad ogni sforzo senza troppa fretta. Altri cambiamenti no, se non quello di cercare sempre nuovi spunti musicali da introdurre (arriverà un pezzo folk in futuro) e nuove tematiche per i testi di Emidio. Come è sempre stato.

 

Aria è il nuovo singolo, uscito lo scorso 22 Aprile 2022. Che cosa vi ha ispirato nella scrittura del brano?

E: L’aria è l’elemento associato al piano mentale e non serve essere particolarmente svegli e acuti per comprendere che la vita dell’uomo medio, oggi, è governata proprio dalla razionalità e dalla logica, e questa, purtroppo, è la causa di un’innumerevole quantità di sofferenze e problemi. Come sosteneva anche Albert Einstein: “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.”

“Aria” è il risultato di un’intuizione che ha dato senso ad un grande cambiamento interiore vissuto, peraltro, in prima persona, frutto della ferrea volontà di rifiutare completamente il conosciuto.

Un passaggio delicato ma essenziale che si è tradotto in una vera e meravigliosa Ri-nascita.

 

Come vi sentite cambiati rispetto al brano Dedalo e Aria? Che evoluzioni ci sono state?

M: Potremmo rifare Dedalo domani e dopodomani rifare Aria. Il cambiamento non lo concepisco, semmai considero le cose in una prospettiva di evoluzione. Quindi si, probabilmente ci siamo evoluti verso nuove strade ma da dentro è difficile dirlo. Preferisco far parlare gli ascoltatori, che sono quelli che veramente contano per noi. Sono loro che, ascoltando Dedalo ed Aria, possono permettersi di delineare una qualsiasi evoluzione. Personalmente non mi vedo diverso nel mio modo di concepire la musica rispetto a quando avevo 10 anni e sono stato fulminato da mio zio che suonava una Stratocaster. È l’unica cosa che veramente da un senso alla vita.

 

E: Bhe! Chi ascolta veramente i nostri pezzi si rende conto che c’è un sottile filo conduttore che risuona sempre con estrema coerenza ai temi proposti.

In Dedalo si cantava: “…E’ un labirinto la tua testa, voli soltanto se hai le ali!” e ora, in Aria si viaggia “Attraverso nuove altezze per perdere il controllo…”.

Che dire? Giusto per citare un altro brano tratto dall’album Shelte, cerchiamo di andare un po’ più “Su” per vibrare a frequenze sempre più alte.

Non c’è mai fine alla Bellezza! Si può fare sempre meglio!

 

Quali saranno i vostri prossimi passi? Vi vedremo in giro a suonare?

 

M: Sicuramente! Stiamo già provando da tempo la scaletta per i nostri concerti, e bussando alle porte di chi ci potrà far suonare. Anzi se chi ci legge vuole invitarci, noi siamo qui. Inoltre abbiamo nuovi singoli da pubblicare nei prossimi mesi.

 

E: Speriamo di poterci esibire in Libertà e senza restrizioni di sorta … e ci auguriamo davvero di poterlo fare al più presto.