Sàles

Intervista al cantautore Sàles: “Sono come cacio e pepe”

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Sàles è un cantautore salentino che canta e suona per strada emozionando i passanti. “Scapperò”, prodotto da AlbicoccaStudio e distribuito da ADA Music Italy su etichetta BeatSound, è il suo nuovo singolo. Ad accompagnare il brano un videoclip diretto da Giorgio Gabe e girato a Lecce.

Chi è Sàles? Come ti descriveresti in 3 parole?
Partiamo con la prima, la più facile: cantautore. D’altronde è quello che sono o quello che vorrei arrivare ad essere, con il tempo. La seconda parola è Sàles, come cacio e pepe. Può sembrare strano ma oltre ad essere il mio piatto preferito, è anche quello che più volte ha ispirato la mia musica. Se non fosse stato per la cacio e pepe forse non sarei stato qui a parlare con voi! E la terza definizione è artista di strada. Non mi identifico come un vero e proprio busker, però devo molto alla strada (quella buona). Suonare per strada a 21 anni ti fortifica. Dove spesso si trova l’indifferenza della frenesia della vita moderna, in realtà io, la mia chitarra, la mia cassa e il mio microfono ci siamo trovati subito benissimo. Puoi notare qualsiasi cosa e puoi migliorare ogni giorno di più, perché impari ad ascoltare la tua voce, a sentirla dentro e a buttarla fuori. Il contatto con l’altro è fondamentale per questo settore. D’altronde, la musica è condivisione!

È uscito “Scapperò”, il tuo nuovo singolo…come mai questo titolo? Da cosa vuoi scappare?
Nel testo voglio scappare e prendere le distanze dalla solita storia d’amore. I drammi dei vent’anni spesso mi sovrastano, ciò che mi circonda a volte è noioso e senza emozioni (tranne la musica). Scappare dalla solita storia d’amore, snervante, con la quale si dà sempre tutto e subito, troppo presto, troppo velocemente, senza ascoltare a vicenda i respiri, i battiti. Poi alla fine però, io voglio scappare da tutto con quell’amore di sempre. Perché spesso è quello che ci circonda che risulta essere troppo poco autentico, sintetico. Non so se questa storia d’amore della quale abbiamo parlato, io l’abbia vissuta nella realtà o in sogno. Sono sicuro però che questo desiderio di fuga e di rimanere soli con se stessi o solo con l’unico amore di sempre, l’hanno avuto un po’ tutti. E allora prendetevi il vostro tempo, scappate verso il vostro porto sicuro, che può essere l’abbraccio di un amico/a, fidanzato/a o qualsiasi altra cosa. Ma, nello stesso tempo, mentre scappate, ascoltatevi, non buttate via tutto, bisogna godersi ogni momento. Io spesso ho buttato via tutto e per questo vi scrivo di non farlo!

Ti aspetta un disco o preferisci procedere con la pubblicazione di altri singoli?
Entrambe le strade sono interessanti, ma l’importante è fare musica, rimanere attivi e mai mollare. Secondo me la strada ideale per un artista emergente è procedere con la pubblicazione di singoli per rendersi conto al meglio su cosa deve migliorare e per capire il riscontro dell’ascoltatore su ogni singolo. L’importante è trasmettere sempre prodotti di qualità. Credo che molti artisti abbiano centinaia di brani nelle proprie note del cellulare o nei propri quadernetti, utili quindi alla produzione di un album. Al tempo stesso, però, penso che un disco debba avere all’interno una storia, un senso logico. Un disco deve raccontare qualcosa. Quindi chissà, in futuro…

Quanto contano per chi fa il musicista gli stimoli culturali?
Gli stimoli culturali sono fondamentali. Un vero artista nasce da lì, è quella la sua natura e non bisogna mai perderla di vista. Credo che la musica sia un discorso serio, profondo, da toccare con delicatezza. Un artista ha bisogno di vivere, di conoscere, di osservare, proprio perché il suo obiettivo è trasmettere emozioni. Sì, è vero, oggi molto spesso si fa più attenzione al sound rispetto ai testi. Ma senza un testo con una storia vera, cos’è un artista?

Le tue prossime mosse?
Non voglio mettermi paletti, non ci sono limiti alla musica. Chiaramente sono molto legato al genere Indie-Pop, ma un po’ di rock e un po’ di punk circolano nelle vene del mio corpo. Non farò passare troppo tempo per l’uscita del nuovo singolo perché sono convinto che la musica sia condivisione e quindi perché bisogna tenerla chiusa in un quaderno?
Ora godiamoci “Scapperò” e poi, chi lo sa, forse qualcosa di nuovo già “bolle in pentola”.