Montone

Intervista al cantautore Montone: «Una lunga notte»

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È uscito “Una lunga notte”, il nuovo EP del cantautore Montone. Il titolo è una metafora di quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni ma non solo, la notte è intesa come condizione dell’anima, un qualcosa che si ama ma da cui allo stesso tempo si vuole fuggire. Ecco cosa ci ha rivelato l’artista.

Ciao Montone, benvenuto su Onde Indie Indipendenti, parlaci un po’ di questo tuo nuovo EP, “Una lunga notte”, che riscontri stai avendo?

È un EP di quattro brani, scritti e prodotti durante il lockdown. Il titolo fa riferimento proprio a quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni, Una lunga notte da cui facciamo fatica ad uscire. L’idea però ha anche altre sfumature. La notte per come la racconto io è un momento particolare, in cui le cose paradossalmente si illuminano e la verità si manifesta. Si riesce a vedere meglio ogni cosa e si capisce davvero chi siamo e cosa succede intorno a noi.

Quattro brani nati dove e come?

Principalmente in casa e in studio, visto che non ci si poteva muovere granché…
Partendo quasi sempre da armonie al piano o alla chitarra, su cui poi ho costruito dei beat.

In che modo ti sei avvicinato alla musica? Quali sono gli artisti che hanno segnato la tua adolescenza e quelli che attualmente influenzano la tua scrittura?

Ho iniziato con la chitarra classica, da piccolo. Poi è arrivata la chitarra elettrica, l’amore per il rock e ultimamente quello per l’elettronica. Ascolto tantissima musica e le mie influenze sono molto variegate: dai Cure ai Depeche Mode, da Dalla a Rino Gaetano…

È un momento particolarmente florido per la musica italiana, a tuo parere a che cosa è dovuta l’esplosione della cosiddetta scena indipendente?

Per me non si tratta di una esplosione della scena indipendente, quanto di un nuovo pop, che ti dirò è anche abbastanza mediocre, tranne qualche rara eccezione. La musica indipendente in realtà non se la passa affatto bene, chi propone roba diversa e non “allineata” fa molta fatica a farsi ascoltare e a trovare un pubblico.

Chi era Ferdinando prima di Montone e quali ricordi hai se guardi indietro?

Fondamentalmente sempre lo stesso, non faccio molta differenza tra il mio lato personale e quello artistico, credo che siano profondamente legati tra loro. Musicalmente parlando ho tanti bei ricordi, anche perché ho suonato in tantissimi progetti e quindi ho fatto tante esperienze fantastiche.

Cosa ti riserverà l’estate?

Un po’ di vero relax spero, perché ho tante altre cose in pentola da riprendere subito, a settembre.