Intervista a Nessie, la giovane promessa del rock

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Nessie è una giovane cantante napoletana che dopo aver affrontato una serie di dure prove che la vita le ha riservato si butta a capofitto nella musica, sua personale ancora di salvezza e mezzo per esorcizzare il dolore fisico e mentale. L’abbiamo incontrata e ci siamo fatti raccontare del suo singolo d’esordio.

Buongiorno Nessie, hai da pochissimo pubblicato il tuo singolo d’esordio “Perdonami Lacie”, ci vuoi raccontare di cosa parla questo brano?

Il brano racconta di quanto sia difficile far convivere due personalità contrastanti che mi caratterizzano e che mi porto dentro. Lacie è la classica persona che cerca di essere quello che non è solo per far piacere ed essere accettata dagli altri; Alice è quella che se ne frega altamente di tutto, sfacciata, arrabbiata, eccentrica; molti la definirebbero strana. Tutto è incentrato sul rapporto contrastante e sulla voglia di prevalere l’una sull’altra. Come Dr. Jekyll e Mr. Hyde.

Il testo, mi sembra di capire, che è autobiografico. E’ più difficile scrivere musica quando si convive con una serie di difficoltà legate alla personalità?

Abbastanza, i pensieri a volte sono contorti e difficilmente si riesce a metterli in ordine, a volte è difficile anche parlare della propria giornata o di un evento passato; anche parlare con lo psicologo durante sedute è complicato, appunto perché non si riescono a mettere i pensieri in ordine. Per questo sono stata aiutata da Etta. Io scrivevo e lei metteva in ordine le cose, il suo è stato un aiuto prezioso.

Il rock è il genere che senti più tuo? se si perchè?

Principalmente per le sonorità forti. Non mi piace molto la musica melensa, il rock dà adrenalina e mi aiuta a scaricare la tensione. Se sono in uno stato emotivo particolare metto la musica a tutto volume e mi sento di nuovo in equilibrio.

 Pensi sia più difficile essere credibile se sei donna e fai rock?

Assolutamente, il mondo in generale è governato dal maschilismo, nella musica è uguale se non peggio, per il genere che ho scelto, le donne, che hanno fatto la storia si contano sulle dita di una mano. Anche se nel corso della storia del rock abbiamo avuto delle artiste che hanno fatto la storia come le Runaways da cui poi è uscita fuori Joan Jett, Patti Smith che io adoro e Janis Joplin. Non mi metto al loro livello, assolutamente, ma con l’impegno sarò capace di entrare anch’io nella sfera del Rock femminile.

Vai spesso a concerti? la dimensione live ti affascina?

Vado circa a 15/20 concerti all’anno, a volte dormo dalla sera prima sotto alle arene e negli stadi; altre mi presento là fuori già alle cinque o sei del mattino. In ogni caso, devo avere la transenna! Ascoltare musica in live è una cosa stupenda, adoro sentire il basso che pompa nel petto e il pubblico che canta più forte dell’artista. Quando vado ad un concerto mi sento a casa, sotto palco è dove si trova la mia dimensione.