Intervista a Juda’s Kiss

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Benvenuti. Presentatevi e parlateci del vostro progetto musicale…

Ciao, siamo i Juda’s Kiss, ska-punk band della provincia di Verbania nata nei territori dell’Ossola intorno al 2000. In 6 anni abbiamo avuto un’intensa attività live che ci ha portato su palchi importanti del nord Italia dove abbiamo diviso serate e pezzi di vita con band del panorama italiano ed estero. Abbiamo prodotto un demo, 3 LP ed un video ufficiale. Ah, ci siamo anche sciolti (agli inizi del 2006) per svariati motivi. Dopo di che ognuno ha preso la sua strada ad eccezione di una data di reunion fatta una decina di anni fa alla quale non tutti gli ex membri hanno partecipato. Ad un tratto io (Maio) e Ale, che faceva parte di una delle primissime formazioni, ci siamo incontrati ed abbiamo ipotizzato una sorta di ritorno dei Jk. E’ restato tutto a galleggiare nell’aria fino a che una persona della mia famiglia è stata infilata in una brutta storia di mala politica di provincia. In quel momento mi è scattata la molla ed ho pensato che i tempi erano di nuovo giusti per fare della musica di protesta e che avrei ancora avuto le giuste energie per fare quel determinato genere e risultare credibile….eccoci qui, una nuova line-up, tantissima voglia di divertirci e tanta rabbia contro il sistema.

Avete pubblicato il nuovo singolo “L’ignobile”. Di cosa parla il testo?

Parla dello schifo che c’è anche negli strati bassi della politica e del mondo che le gira attorno. E’ ispirato a fatti che mi hanno toccato da vicino, non personalmente ma che hanno avuto come “vittima” una persona alla quale voglio molto bene. Mi sono reso conto che certi personaggi ricoprono dei ruoli solo per un’assurda sete di potere e che a volte questi ruoli sono così piccoli ed insignificanti a livello nazionale da risultare ridicoli. Eppure questi individui sono così tossici e marci dentro da sacrificare delle persone per ricoprire certe cariche e assicurarsi la “protezione” di politici locali arrivati un gradino sopra. Per farci torcere ancor di più lo stomaco basta aggiungere il servilismo della stampa e l’atteggiamento “papponesco” di certi onorevoli et voilà, ogni mattina abbiamo bisogno di una pasticca di gastro protettore. Se poi aggiungiamo il fatto che le persone di cui parlo sono schierate dalla parte politica che per molti anni è stata anche la mia, il gastro protettore non serve nemmeno più, partono le bestemmie. Per questo noi non abbiamo alcuna appartenenza partitica e non riteniamo più la politica un qualcosa di dignitoso. Senza dubbio con questo brano sottolineiamo la necessità di tornare ad avere un nemico fidato, cerchiamo di spiegare che occorre cambiare le cose dal basso, dalle piccole realtà lasciando a Donchisciotte i mulini a vento.

Dove è stato girato il video? Raccontateci tutto….

Il video è stato girato per metà al Middle Ground, che è l’unico live club rimasto in provincia, e per metà nel furgone di Teo (Bassista) con il rischio di morire per il caldo e la scarsa ossigenazione. Per scelta e bravura della produzione è molto cinematografico ed assolutamente ironico. Non volevamo che seguisse troppo il tema della canzone quindi abbiamo incaricato Zen Bang Productions di inventare una sorta di storia semi comica nella quale compaiono rimandi e simboli che riportano alla tematica trattata. Con questa linea ci siamo cimentati in due mezze giornate di riprese che sono state indubbiamente faticose ma che alla fine, anche grazie al fatto che si era semi liberi e che alcune cose sono venute così senza essere preventivate, ci hanno divertito e soddisfatto. I due attori che interpretano il barista ed il tennista sono amici e si sono prestati volentieri a farci da comparse ( Barista: Oliva Roberto che ci ha anche prestato il suo locale come location; Tennista: Paolo P Castelletta che suona il basso nella stoner band IL VILE). Non c’è molto altro da dire, il risultato è figo, vale la pena darci un occhio.

Quali sono le differenze con le vostre canzoni precedenti?

A livello tecnico decisamente lo scostarci dallo stile standard dello ska punk utilizzando organo farfisa e sintetizzatori al posto dei fiati. Inoltre essendo cambiati gli elementi tutto suona in modo diverso perché ognuno si è portato nella band il suo background ed il suo stile. La stesura dei brani è decisamente più matura e consapevole…forse perché non siamo più ragazzini che pensano troppo a sballarsi ed ad insultare sbirri ed i politici. A livello concettuale la grossa differenza è l’assenza di appartenenza partitica e politica che ci ha accompagnato per anni e che, ad un certo punto, è stata una lama a doppio taglio che ha contribuito allo scioglimento. Ora siamo persone che hanno un’idea ben precisa di come stanno andando le cose e che credono sia giusto dare voce al dissenso…ovviamente non ad ogni tipo di dissenso, diciamo che gli idioti ed i loro movimenti non ci interessano affatto.

Quale è la vostra massima ambizione come artisti?

Forse essere degli artisti. Ah!ah!ah! Probabilmente per noi è un termine un po’ grosso…siamo dei musicisti che hanno scelto l’anima e gli ideali ma che adorano far divertire e divertirsi. Per fortuna questo progetto è talmente slegato dalle regole del mondo dello show business che non abbiamo grosse ambizioni oltre a quelle di fare della buona musica e di restate fedeli a noi stessi

Quale messaggio volete trasmettere con la vostra musica?

Che non bisogna mai smettere di scontrarsi contro le cose sbagliate, che non bisogna mai mollare gli obiettivi e soprattutto che questi obiettivi per essere giusti non devono essere fini a se stessi o esclusivamente indirizzati al nostro benessere. Al contempo che la vita è un vortice, ma che questo vortice si dissolve in un attimo quindi non bisogna mai dimenticarsi di donare del tempo alle persone che lo meritano e di divertirsi. Si possono cambiare le cose anche facendo una grande festa, non è sempre necessario imbracciare un fucile (anche se a volte qualche sberlone….).

Come valutate la situazione musicale in Italia?

Sinceramente per risponderti dovrei prima dividere il mercato della musica italiana dalla situazione della stessa. Il mercato è scadente, a mio avviso. Invece la situazione è difficile e complicata perché sono venuti a mancare spazi ed interesse…però nel sottobosco della musica italiana ci sono dei gruppi maledettamente bravi! Basta fare qualche ricerca per scoprire delle realtà di ogni genere veramente di grande livello…dai, con internet e gli smartphone non si fa neanche tutta sta fatica.

Che consiglio vi sentite di dare ad una band o ad un artista agli esordi?

Beh di arrivare più in la di dove siamo arrivati noi! Ah!ah!ah! Scherzi a parte…di non farsi intossicare dalla parte commerciale della musica, di non svendersi ma allo steso tempo di non gettare via delle opportunità perché a volte un compromesso ti mette poi nella condizione di non dover avere mai più compromessi…non bisogna mai confondere la fedeltà alla linea con l’arroganza e la chiusura mentale. Ma la cosa più importante è SIATE UMILI, date alla musica tutto quello che si merita ma tenetevi degli spazi per voi, dei piccoli rifugi dove tornare quando le cose vano male o dove piangere di gioia quando le cose vanno per il meglio.

Per voi è più importante il talento, lo studio o la tecnica? Come si devono intrecciare?

Beh, noi siamo promiscui, tra di noi ci sono diplomati al conservatorio, gente che ha studiato lo strumento e completi autodidatti. La tecnica è importante (ed io l’ho capito da poco) ma l’anima è fondamentale. Diciamo che l’attitudine artistica dovrebbe essere supportata dalla tecnica e che la tecnica e lo studio dello strumento non dovrebbero mai soffocare la libertà artistica. Per me è semplice, io sono chitarrista autodidatta e scrivo testi in modo decente quindi posso mettere giù quello che è una sorta di scheletro di una canzone. Poi essendo contornato da musicisti di gran livello lascio a loro evoluzioni ed arrangiamenti…questo credo che dia alla cosa un sano equilibrio

Qualche nuovo progetto in cantiere?

Per adesso goderci i frutti del singolo e del video. A Settembre uscirà una cover che abbiamo registrato insieme al singolo e credo un altro video. Poi si vedrà, l’idea è di darci dentro con i live e vedere se nel frattempo esce qualcos’altro di decente….tutto senza fretta

Lasciateci con un vostro motto….

Uh…non credo di avere un motto che abbia un senso o che possa risultare incisivo…però il nostro punto di forza è quello di fare musica divertente e ballabile con testi impegnati e, a volte, tematiche pesanti….forse che racchiude questo c’è quello che comunemente utilizziamo come saluto. HASTA LA BALDORIA!