Intervista a Bucossi

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Bucossi è un cantautore romano di spiccata sensibilità che si sta facendo largo, singolo dopo singolo, in un mare musicale sempre più affollato. Il suo ultimo brano, “Guardare il mostro“, parla delle difficoltà di affrontare il tempo che passa e lo fa con molta consapevolezza. Gli abbiamo rivolto qualche domanda.
Ci puoi raccontare come sei arrivato alla scrittura del nuovo singolo, “Guardare il mostro”?
è nata da quella dolorosa consapevolezza che arriva a un certo punto dell’esistenza quando le cose piú belle e care che hai nella vita iniziano a sparire una dopo l’altra.
Ci sono elementi autobiografici nel testo del singolo che hai voluto condividere con il pubblico?
anche se estremamente astratto nel contenuto il testo è profondamente autobiografico.
In che modo la tua esperienza con il progetto Alaveda ha plasmato la tua identità musicale come BUCOSSI?
Con Alessio D’Auria (l’altro alaveda) ci conosciamo da quando abbiamo 11anni ed è di fatto colui che mi ha insegnato a suonare e a “cantare” e comunque partecipa in maniera piú defilata (per impegni personali) anche ad alcune delle canzoni uscite solo a mio nome. Le canzoni però le ho sempre scritte da solo, quindi la continuità c’è e se non si sente è perchè adesso c’è una produzione diversa.
Qual è la tua prospettiva sulla scena musicale indipendente e il suo impatto sulla tua musica? 
la scena musicale indipendente (i locali in cui suonare, i siti specializzati, le band) non esiste piú: è stata totalmente fagocitata da quel calderone nazional popolare chiamato indie (che di indie non ha nulla) fatto di gente la cui unica e massima aspirazione è Sanremo ed x-factor. Quelli che un tempo coltivavano e crescevano progetti interessanti o si sono arricchiti facendo i produttori di chi “ha svoltato”, o vivono facendo i turnisti per chi “ha svoltato” oppure hanno semplicemente smesso di fare e seguire la musica (e ne invidio la risolutezza), ma è un grande peccato perchè avevano talento.
Che progetti hai per il nuovo anno appena iniziato?
Pubblicherò altre canzoni anche se con un “leggero” cambio di rotta. Almeno finché ne verranno.