Il Salotto di Malcom: VAOT

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È da tempo amici di Malcom che non trovo video ufficiali in modo – direi quasi – automatico. Un tempo fluivano come fiori di primavera al sole mattutino, se mi si concedesse la vena poetica. I Vaot, formazione palermitana, risalgono il fiume e la corrente e sposano anche cliché pop come questa intro da radiolina in via di sintonizzazione: poi l’esplosione che ci porta a spasso dentro i graffianti modi grunge, nu-metal (dolcemente però) ed un rock americano che non cerca soluzioni accomodanti. Bella la voce… i vicini non saranno dello stesso parere. “Un passo da” è il nuovo singolo dei Vaot: resistenza, resilienza, davvero aggrapparsi a quel senso di “abbandono” per vivere la vita e non rimandarla a domani.

Un esordio a quanto pare. E sempre più spesso la nuova scena musicale si sta spostando verso il rock americano, duro, viscoso… voi cosa ne pensate?
Non è esattamente un esordio ma un’evoluzione naturale del nostro percorso. Si, probabilmente è vero questo spostamento in ottica rock americano, ma la nostra musica è influenzata da radici anche diverse.

“Un passo da” apre la pista a scorrimento veloce verso un disco? E sicuramente c’è da attendersi un ritorno in pompa magna del grunge e del crossover?
Certamente, Un passo da è un apripista di un progetto più ampio che si spera darà luogo a un disco. Non un vero e proprio ritorno, non vogliamo avere un’ottica basata sulla retrospettiva. Come tutti i generi musicali anche il nostro si ispira alle sonorità dei mostri sacri del passato, ma abbiamo intenzione di sperimentare e trovare il nostro personale sound.

E a tal proposito: ispirazioni e radici immediate?
Diciamo che ognuno di noi ha le proprie influenze musicali. Viviamo di musica e ascoltiamo musicisti di ogni epoca e di ogni genere, dai più moderni fino alle band storiche. Poi la nostra musica è un incontro di più gusti personali, ma noi pensiamo che questo sia un valore aggiunto.

La produzione: ci pare che ci siano anche belle venature prog… e non ditemi che non sia così? Ed io allora penso ai Dream Theater…
Tra i vari generi musicali che ascoltiamo e da cui prendiamo ispirazione, a volte anche senza accorgercene, c’è pure il prog, e sicuramente i Dream Theater che rappresentano dei veri e propri capisaldi di quel tipo di sound e approccio compositivo.

Chiudiamo dando al brano una lettura sociale: esiste secondo voi un limite all’uomo? Oltre il quale arriverà la sua naturale distruzione?
Noi questo non possiamo saperlo. Sappiamo soltanto che da artisti, la cosa più importante per noi, è quella di creare musica che possa provocare emozioni forti, di ogni tipo. Il fatto che il nostro brano susciti un certo tipo di domande per noi è positivo. Ma il bello dell’arte, e della musica in questo caso, è che non deve dare alcuna risposta, ma fornire degli spunti che poi ogni fruitore può interpretare come meglio crede.