Il Salotto di Malcom: MAUTO

43

Penso al tempo. E ci penso in silenzio, raccolto, senza troppe pretese anche. Ecco l’effetto che mi restituisce l’ascolto di questa versione acustica piano e voce de “Il tempo migliore”, l’ultimo disco di Mauto, cantautore romano che approda all’idea di revisionare l’opera e restituircela solo con piano e voce. Punto. Non altro. E chiude con un brano inedito che sul disco normale non troveremo mai. “Nero bianco e blu”. E ne fa due versioni: una da solo e una con la grande Miranda Martino. Ed è Mauto qui a scrivere la musica per un’antica poesia scritta da Piero Ciampi per la Martino, parole rimaste in un cassetto che oggi ritrovano la pace di un suono di pianoforte. Delicatezza e tempo. Non serve altro direi.

Devo dire che in questo salotto sono passati tanti artisti… ma forse è la prima volta che maneggio un disco così importante. Dicci la verità: ne sei cosciente?
Se ti riferisci alla presenza di parole così importanti come quelle di Piero Ciampi che ho provato a musicare, sì; ma sempre con una buona dose di incoscienza…

Eppure ho la stupida sensazione che alla gente interessi poco oramai. Che quasi ci siamo dimenticati di Piero Ciampi…
Ci interessiamo forse poco di tutto perché oggi tutto è così banalmente (e falsamente) facile da avere che se ne perde il senso e la necessità: ed invece parole come quelle di Ciampi sono necessarie, e basta fermarsi un attimo ad ascoltarle per capirne l’importanza…

E non hai paura che questo singolo soffochi un poco la voce del resto del disco?
“Nero bianco e blu” ha senza dubbio impreziosito il lavoro iniziato molto prima con “Il tempo migliore” e forse era la perla che doveva essere contenuta in questa “conchiglia” che preparavamo, che aveva comunque già un suo senso definito e preciso, con emozioni e racconti molto intimi e personali in una forma sonora nuova e senza limiti: ed io non posso che essere felice di questo.

Perché hai voluto fare due versioni? Con e senza Miranda Martino?
Perché ho pensato che fosse giusto che, accanto ad una versione con la voce di Miranda, intensa e profonda, realmente commossa, potesse esistere anche una versione più “letteraria”, con i versi recitati, quasi a lasciare spazio all’autore originale, di interpretarla come avrebbe voluto…

Da cantautore, che lavoro porti avanti per la ricerca della tua personalissima scrittura? Confrontarsi con un grande come Ciampi, in qualche modo non dà una forte impronta anche alla forma della tua scrittura?
Credo di essere lontanissimo dalla formazione e dal modo di “fare” musica di un grande artista come Piero Ciampi ma allo stesso modo mi sono sempre sentito vicino al suo mondo di interpretare la realtà, la sua poetica così introspettiva e disperatamente onirica, a tratti eterea e di colpo più concreta; musicare le sue parole è stato per me una grande onore ed un grande onere, ma essermi avvicinato così tanto a tale bellezza mi ha portato sicuramente a riflettere ancora di più su cosa si debba cantare e su cosa oggi, valga davvero la pena o sia doveroso interpretare, per essere, prima che “artisti”, uomini migliori.

E dalla rete pesco questo video. In questo salotto ho sempre atteso la musica, l’ho veduta passare, l’ho sentita suonare. Questa volta l’ho anche toccata con i guanti di un restauratore. È musica che accompagna e che al tempo mi lascia pensare…