Il Salotto di Malcom: Marco Augusto

27

Bentornati dentro questo salotto virtuale. Mancavo da un poco ma non molliamo, anzi. E oggi attendo qui un personaggio che di amore per la vita ne ha da vendere, che poi significa anche entusiasmo, serenità, forse “troppa” felice e sfacciata attitudine alle piccole e grande controversie del quotidiano. Controversie di fronte alla quali altri metterebbero su enormi tragedie. Un poco lo invidio Marco Augusto, cantautore naturalizzato tedesco ma che torna alle sue origini italiane per un disco che, manco a dirlo, è pieno d’amore fin dentro il dna del suo titolo: “Per amore alla vita”. Ed è ricco di amore anche quando denuncia l’uomo e la sua violenza, la sua stupidità, il suo degrado. E certamente non è un disco a cui chiedere la rivoluzione essendo un pop leggero, carino, didattico e senza presunzione. Ma non è questo il punto. Ci preme guardarlo da vicino, sperando di poter andare oltre l’estetica di prossimità.

Benvenuto in questo salotto virtuale. Italia o Germania? Partiamo da questo…
60% Italia, 40% Germania… però – per dir la verità – non vorrei scegliere… e fortunatamente non c’è bisogno di farlo.

Un disco in italiano dunque mi fa pensare un tuo ritorno alle origini.
Si, sicuramente. Quasi tutte le mie canzoni nascono in lingua italiana, dalle mie amate radici milanesi. Sono sempre molto presenti, forse anche sempre di più.

Posso chiederti perché? Che poi tanti scappano dal nostro paese pensando di tornare la soluzione fuori. Tu che ne pensi?
Penso, che l’Italia è il paese più bello del mondo, magari troppo bello per rendersi conto giorno per giorno vivendo lì. Chiaro però che una cosa è di starci qualche mese all’anno, con residenza fissa in Germania, ed un’altra essere cittadino italiano. In ogni caso le soluzioni quasi mai le trovi fuori, questo mi sembra ovvio.

Parliamo di questo singolo che forse rappresenta il momento più alto di tutto l’ascolto. “Terra tremante”… secondo te quanto stiamo rischiando?
Tanto, penso. Almeno stiamo rischiando in modo acuto il mondo come lo conosciamo noi. Ma a parte questo: è anche una domanda di rispetto. Non si può trattare in maniera così sconsiderata qualcuno, che – come la nostra Madre Terra lo fa – ci ama profondamente e che ci regala giorno per giorno talmente tante bellezze.

Un disco sociale dunque? Bisogno tornare ad amare la vita che spesso violentiamo?
Proprio così. La vita è un regalo da apprezzare, piena di possibilità in ogni momento. Se questo noi lo interiorizziamo, cambierà anche la società, in quale viviamo.

In chiusura: oggi scendi in scena con un disco assai lontano dalle mode del momento. Per te cosa significa e che attese restituisci a questo percorso?
Per dir ‘la verità questo disco non è basato su delle attese. Non ho badato a delle mode, ma ho fatto crescere queste canzoni dall’interno, usando tutto il mondo e stile musicale, che mi sono pappato durante questa mia vita, seguendo il mio cuore. E sperando che col risultato toccherò i cuori degli altri.

Dalla rete pesco “Terra tremante”, un bel brano, un bel video, con la splendida Julia Bless e la collaborazione di Grenpeace. Avrei voluto molto di più o forse molto di più è da rintracciare tra le pieghe della buccia… a voi l’ardua sentenza.