Il Salotto di Malcom: Luca Breuza

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Devo dire il vero: non sono tanto ferrato in cliché e anzi difficilmente li digerisco. Eppure so di dover mettere da parte i miei pregiudizi e lasciarmi la possibilità di incontrare anche questa parte di mondo per quanto poi sia sempre un ripetere cose sempre uguali a se stesse… uguali? E chi l’ha detto poi? Evidentemente sbaglio, mi direte… e sono pronto a pagare pegno. Ed infatti incontro il nuovo disco di Luca Breuza dal titolo “Non è follia” e capisco che dai pregiudizi c’è davvero poco da pescare se sono in cerca di verità. Come dice lui: la musica pop ci accompagna ovunque ed è ovunque in fondo. Dunque ad artisti come lui il merito di sposare con coerenza una direzione e rispettarne le regole ponendo un pizzico di attenzione a non soffocare se stessi dietro il fascino delle divise tutte uguali come vuole la tradizione. Parliamo di pop e di follia romantica con questa nuova voce del pop d’autore italiano.

Benvenuto in questo salottino virtuale… tanta musica passa di qui e 
resto sempre piacevolmente colpito quanto scopro il grande pop italiano. 
Che rapporto hai con questo genere di canzone?
Beh, la musica pop in generale mi accompagna da sempre, fin da quando ero bambino. Oggi i due artisti italiani che ascolto di più sono Laura Pausini e Marco Mengoni poi ovviamente molti altri.

Sulle prime sembra inevitabilmente tutto prestabilito, tutto 
formattato… perché secondo te quanto parliamo di pop si storce sempre un 
poco il naso?
Io credo che il pop sia molto convenzionale ed è forse il genere musicale che prende la fetta maggiore di pubblico. Lo sentiamo tantissimo nelle radio e sui social, motivo per il quale sentendolo così spesso, può “far storcere il naso” però si tratta anche di una politica commerciale alla quale poi alla fine tutti ci adattiamo.

Che colore daresti al tuo suono?
Dal primo momento che ho ascoltato “Non È Follia” ho subito pensato al colore Arancione. Non saprei dare una spiegazione che mi ha portato a questa sensazione.

L’amore, l’anello, una sposa… anche in questo sei molto classico. 
Credi fortemente a valori che spesso sono anche “antichi” o hai sposato 
una direzione dove molti potrebbero riconoscersi?
Non è una sposa, ma una figura “eterea” che non è più su questa terra. Abbiamo deciso, insieme al regista, di enfatizzare il significato del brano. L’amore dura per sempre e “Non È Follia” se pensiamo di sentire ancora accanto la persona amata.

E restando sul tema secondo te oggi il linguaggio della musica che 
direzione sta prendendo?
C’è sempre una storia, un motivo che spinge l’autore/interprete a scegliere di rappresentare una canzone piuttosto che un’altra. Molte volte ci si sofferma soltanto sul “sound” del pezzo senza andare più in profondità. Il linguaggio della musica nel corso degli anni sta cambiando e sta diventando sempre più alla portata di tutti.

La pandemia… inevitabile citarla: che futuro ti sta scrivendo addosso?
Beh io devo dire che durante la pandemia ho terminato l’EP e mi sono dedicato a pieno ritmo alla mia musica. Nonostante tutto preferisco vedere il “bicchiere mezzo pieno” e pian piano stiamo ripartendo, quindi siamo propositivi e ce la faremo.

Pesco dalla rete questo video che alle regole risponde per bene anche nei dettagli di ciò che vediamo, dagli abiti della “sposa” eterea agli scenari dove inseguire l’amore. Epico e preciso anche il suo vestire il canto, il suo muoversi e questo modo sentito di sentire il sentimento. E mi si lasci il gusto assai pop di questo gioco di parole. Un bel disco che ad accompagnarci nel quotidiano non farebbe una lira di danno… anzi!!!