Il Salotto di Malcom: Lolotta

312

Sinceramente non mi capacito come in un tempo dentro cui la sovraesposizione è tutto, le nuove voci italiane smettono di fare video clip. Soprattutto oggi che la tecnologia ci regala scorciatoie prima irraggiungibili. Lei è Martina Maria Carlotta Galante, la faccio accomodare sapendo di doverla chiamare Lolotta e poi resto in ascolto con un fare sognante sulle note di questa nuova canzone dal titolo “Sciocche parole”… adolescenziale il tutto, in senso bello e poetico non critico… colori a pastello su un amore che sembra provenir da un film di ragazzi… le scuole, le prime cotte, l’avventura della vita dentro un pop “disneyano” colorato però di viola… e su questo mi concentro quasi subito. Io sono scaramantico…

Un nuovo singolo di parole sciocche… che parola buffa la parola sciocca… sciocca a sua volta… perché questa scelta?
La scelta del titolo “Sciocche parole” fa riferimento a quelle parole semplici ed ingenue di una ragazza adolescente che, attraverso la sua musica, riesce ad esprimere il suo sentimento d’amore che, con il linguaggio parlato, non avrebbe mai avuto il coraggio di palesare. Quindi, in realtà, sciocche non sono, perché in alcune occasioni le parole, apparentemente senza senso, riescono ad essere molto utili. Tutti noi, almeno qualche volta nella vita, abbiamo pronunciato parole che hanno strappato qualche sorriso in chi stava ascoltando, perché le considerava stupide. Ma, spesso, queste parole sciocche nascondono dei messaggi profondi sotto forma “buffa” e rappresentano un buon modo per smorzare l’atmosfera, allentare la tensione e rendere tutto più “leggero”, più semplice, più facile da ottenere. Così come è successo alla protagonista del mio brano.

Adolescenziale tutto l’amore e la vita che c’è… non ti sembra di averla abbandonata da un po’ (purtroppo) l’adolescenza? Perché ancora certe ancore?
L’età adolescenziale è la fase più carica di emozioni ed esperienze, in cui nascono i primi amori e le prime amicizie più importanti. Certamente, alla mia età ho lasciato l’adolescenza, ormai, da un bel po’, ma la nostalgia di quegli anni, in cui tutto era più semplice e si affrontava la vita con spensieratezza, talvolta riaffiora e diventa il rifugio dove rivivere quei piacevoli momenti, quasi per un bisogno intimo di “agganciarmi” ad un ricordo positivo. Per me, è come uno stato dell’animo che mi restituisce persone, luoghi e profumi, distaccandomi dall’ansia frenetica dell’ora e subito, dell’hic et nunc.

E non è vero che il viola porta male? L’iconografia di questo disco sarebbe vietata in certi contesti scaramantici…
È vero, il colore viola nel mondo dello spettacolo è considerato un porta sfortuna. É un luogo comune e richiama alla spiritualità, infatti è il colore del periodo di Quaresima nella cristianità, durante il quale nel medioevo erano vietati gli spettacoli teatrali e, quindi, gli attori erano costretti a rimanere fermi forzatamente. Personalmente, non mi lascio condizionare da questa superstizione, amo questo colore con tutte le sue sfumature che, tra l’altro, rientra nella mia palette di colori, essendo io una “winter cool”.
Inoltre, il viola, derivando dalla mescolanza dei due colori primari rosso e blu, mi suscita un senso di equilibrio e di serenità, e mi piace anche l’idea che sia associato al lusso, alla nobiltà e alla stravaganza. Per me è anche il colore del mistero.

Parlando del futuro? Un nuovo singolo per un nuovo disco?
“Sciocche parole” è il primo singolo di un percorso discografico che prevede altri inediti e tanto altro ancora. Ci sto lavorando e questo 2023 sarà ricco di molte novità… Sicuramente, al termine di questo lavoro, uscirà un EP. Non mi fermo mica qui, continuate a seguirmi e ne vedrete delle belle!

E al pop mainstream, leggero e romantico, sarà accostata anche un poco di ricerca in qualche direzione?
Il “Pop” è il genere musicale che prediligo e che ascolto maggiormente, ma seguo anche artisti di genere blues, jazz, indie, rock, folk, classico, country, ecc., ecc… Per creare il proprio percorso artistico, credo, comunque, sia necessario, e molto utile, approfondire la ricerca dei vari stili musicali, studiando e prendendo spunto da artisti nazionali ed internazionali. Sto lavorando per riuscire a crearne uno che più mi rappresenti. Nella mia carriera artistica, quindi, non mi precludo nulla e continuerò a sperimentare! Il nuovo non mi spaventa.