Il Salotto di Malcom: i Ficstrip

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Che meraviglia oltrepassare l’oceano. Che meraviglia ascoltare qualcosa che ti ricorda un’adolescenza gloriosa di grandi hit pop rock americane, anzi internazionali, sensazioni di viaggi ancora da fare, belle pitture fresche di luce e ombre che si fiondano alla mente sin dal primo riff che arriva con il singolo “Fallin’ Down” che apre l’ascolto. Parliamo dei Ficstrip, collettivo di 6 anime pensanti e musicali, che suonano un rock alternativo che mi piace tantissimo se penso a quante radici posso rispolverare. E che bello questo mix di voce che certamente non inventa ma decide. E spolvero barche di legno e velieri in plastica e poi verso da bere un cocktail di stagione. Arriverà a breve l’estate e questo disco penso si attesti dentro i tramonti che saranno sotto i miei occhi. Tramonti amici di Malcom, non albe… perché c’è tantissima notte dentro il primo disco dei Ficstrip dal titolo “Hopes and Shadows”.

Che meraviglia oltrepassare l’oceano. Che meraviglia quel rock ruvido alternativo anche poliedrico e folle. Che meraviglia quando il pop si allontana. Eppure c’è anche tanto pop qui dentro… vero?
Non siamo molto per le etichette, specialmente quando si tratta di arte o di musica. Il nostro background musicale è molto ampio, siamo in 6, ciascuno con la propria testa e la propria identità e i propri gusti, cercare un riassunto di quello che siamo è stato il primo compito che ci siamo prefissati. E questo EP rappresenta questo obiettivo. Sicuramente l’anima rock e quella pop, o meglio, brit-pop, si scontrano nelle nostre sonorità, non ci vediamo nulla di male e anzi ne siamo molto orgogliosi, non siamo quei tipi di musicisti chiusi nella loro piccola visione del genere musicale per cui vivere e morire. Siamo in continua ricerca e in continua evoluzione e se nel nostro sound si trovano più letture, tanto meglio.

E di questo moniker che ci dite?
È nato per caso anni fa, ci piaceva il suono, molto ingleseggiante, originale, che a nostro parere rimane facilmente in testa e che alla fine è diventato un nome che ci rappresenta e che portiamo fieri, nel quale ritroviamo un po’ la nostra essenza ed identità.

E dall’Italia? Ecco pensando alle contaminazioni che qui sento più americane che inglesi… ma dall’Italia invece?
Come direbbe qualcuno “l’Italia è il Paese che amo…”, dall’Italia ci portiamo dietro il nostro essere e qualora riusciremo a prendere il via all’estero ci porteremo dietro tanto cibo e dell’ottimo vino. Musicalmente parlando invece, c’è ben poco, la nostra identità musicale è fortemente influenzata dalle sonorità di oltremanica e oltreoceano, non per ribellione o altro, ma semplicemente per gusto personale.

Elettronica e Ficstrip: un connubio che ha portato a qualcosa?
Ci siamo divertiti a inserire giusto qualche tocco digitale alla nostra musica, un po’ per ricerca di un sound più vicino al gusto attuale, un po’ perché volevamo anche richiamare il sintetico degli anni ‘80 che ad alcuni dei componenti della band piace molto. Per il resto di elettronica non credo ne avremo troppa anche in futuro nei nostri lavori, anche se rimaniamo sempre aperti alla sperimentazione e non chiudiamo mai totalmente le porte a niente.

Approderete al disco intero oppure avete calpestato la scia di una prova?
Sicuramente nei nostri progetti c’è la pubblicazione di un disco intero, anche se i nuovi canali di diffusione musicale non impongono questo modello che segue ancora schemi diventati obsoleti in pochi anni. Di materiale pronto o su cui lavorare ne abbiamo tanto, per ora ci concentriamo su questo EP, sulla sua promozione e sui live che presto inizieremo a fare, sperando di raggiungere più persone possibili.

E dalla rete pesco appunto “Fallin’ Down”, primo video e primo estratto. Appunto notturni vi dicevo, punti di luce che rompono forme-non forme di sagome e di concetti. Starei le ore a filosofeggiare su tutto quel mi ispira la musica e l’immagine dei Ficstrip…