Il Salotto di Malcom: Eusebio Martinelli Gipsy Orkestar

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Qui amici di Malcom occorre fermarsi. Qui siamo decisamente dentro territori inesplorati e privi di orientamento. Una vera tragedia per quelli che sono abituati ad associare ad un artista e ad un disco un solo emisfero culturale dentro cui muoversi con più o meno libertà. Non è questa la storia e anzi restate a casa se avete le vertigini. “Sbam!” è il nuovo disco di Eusebio Martinelli e della sua Gipsy Orkestar che significa quindi la sua magica tromba per i colori latini ma anche l’elettronica per le sue derive urbane… che significa anche contaminazioni balcaniche ma anche un bit digitale per una techno dance, anche pop, anche rock, anche jazz. Confuso? Avete questa impressione? Beh allora non avete ascoltato il disco… cosa ne pensate se un od arabo incontrasse un sint computerizzato? Beh io mi siedo e spolvero qualcosa che penso debba star bene su un palco e non chiuso nelle rigide trame digitali di un disco.

Benvenuti dentro questo salotto virtuale. Oggi molti ancora fanno musica e io mi chiedo: ma la musica ha ancora un ruolo sociale? Esiste ancora chi ha voglia di misurarsi con un oggetto che sta diventando vecchio?
La musica non è un oggetto quindi non può invecchiare. Il ruolo sociale ce lo ha per forza perché un musicista è un lavoratore come un altro e quindi ha il suo ruolo nella società, che poi sceglie in che modo declinare.

Batto su questo tema delicato. L’ascolto e la fruizione di musica oggi è assai superficiale. Come pensi che venga recepito un disco così complesso (nella produzione soprattutto)?
Non crediamo che l’ascolto sia poi così superficiale e noi vogliamo pensare che se fai musica di qualità, ci saranno sempre orecchie e menti pronte a comprenderla e a goderne.

Ho come l’impressione che l’elettronica sia un punto fermo e una nuova frontiera per il vostro suono. Sta prendendo sempre più spazio o sbaglio?
L’elettronica ci piace molto e anche se non sembra l’abbiamo spesso utilizzata dal vivo. Questa volta volevamo darle un ruolo importante anche su disco e abbiamo sperimentato moltissimo ricercando suoni anche assurdi.

Al mio orecchio ci sono tantissimi richiami dentro gli anni d’oro, quelli novanta ma anche qualcosa di prima. Dimmi di questo…
Certi suoni non hanno età. Se abbiamo preso in prestito suoni di altre decadi è perché li riteniamo immortali, ma non vogliamo fare semplice filologia, bensì mettere in moto energie che ci appartengono e non ci chiediamo da quale epoca provengono.

Ai tempi di “Trumpet Explosion” valorizzavi il costume, la scena, le luci… oggi? In che modo si è trasformato tutto questo?
Per noi lo show è sempre stato la cosa più importante, quindi anche in questo caso saremo molto colorati e luminosi. Abbiamo una nuova batteria illuminata da mille Led e gli immancabili coriandoli per le esplosioni finali.

Dalla rete prendo questo “Iguana Crash”: ed io vado in crash solo a contarli i generi che si dipanano dentro questo disco. E sicuramente un lavoro multietnico e a-temporale come “Sbam!” non ha certo voglia di ragionarci su. Libero, di essere, di contaminarsi, di volgere lo sguardo a forme e suoni che forse noi altri omologati delle abitudini moderne non siamo più neanche capaci di pensare.