Il Salotto di Malcom: Atipico

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Ho sempre goduto forte di fronte al pop magistralmente prodotto. E ve lo devo confessare. Chi mi segue sa che sono un’anima rock ruvida e acidissima ma quel pop italiano composto, fermo, dai suoni intelligenti ed efficaci, beh mi fa impazzire. Trovo che sia una prova di bellezza matura. Così ecco salire in questo salottino il buon Andrea D’Orazio, abruzzese che si firma con il moniker Atipico. Ecco girare in scena “Eterno”, un disco che al pop chiede tanto e tanto restituisce… mancano forse quei riff e quelle melodie accattivanti, manca un coraggio di osare dentro la semplicità, ma di sicuro Atipico si gioca carte assai ricche di prospettive accattivanti. E io spolvero anche le statuette americane di rugby per accoglierlo…

Benvenuto nel nostro salottino virtuale. Dal rock al jazz passando per la world music. Come si sceglie poi di aderire ad una direzione specifica?
Non c’è sicuramente una formula specifica, banalmente potrei dire di andare avanti ed esprimersi attraverso ciò che ci ispira.

La produzione di questo disco? Che tipo di lavoro è stato e che ricerca avete fatto nei suoni?
Il disco è stato autoprodotto e arrangiato insieme ai miei musicisti. L’obiettivo è stato quello di realizzare un disco “suonato” quasi tutti i suoni sono venuti fuori da strumenti veri e analogici. Ho comunque voluto inserire una traccia con uno spunto più digitale ma rimanendo coerente con il messaggio del lavoro discografico

Un suono che volevi, che hai pensato o che ti sei visto costruire addosso?
Il suono è stato voluto e ricercato.

Col senno di poi, quanto ti somiglia tutto questo e quanto ti fa scoprire altro di te?
Come primo lavoro discografico posso dire che mi rappresenta molto, ho messo il concetto che volevo esprimere, i suoni che ho ricercato ed è un biglietto da visita per il futuro.

Ed “Eterno” è un titolo importante direi…
Importantissimo.. è un po’ come la musica per me.

Beh ecco, pescando dalla rete la title track del disco, direi che nel video un poco si perde il nostro Atipico, si perde in soluzioni non troppo alte, diciamo così. Poteva ambire, insomma, ad una produzione che eguagliasse il livello del suono ma tant’è… e noi di base restiamo in un angolo senza disturbare in attesa che queste carte giocate oggi, raccolgano una meritata emancipazione domani.