Il Salotto di Malcom: 1000Streets

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Spolvero e metto su dell’aria fresca che in questo caldo si respira poco e altrettanto poco la mente riesce a carburare. Dunque liberiamo la mente e i freni, i filtri e incateniamo i pregiudizi. Da parte loro soltanto l’invito ad una totale “anarchia” di felicità. Un collettivo che su disco raduna oltre 50 artisti ad arricchire un nucleo che hanno chiamato 1000Streets’ Orchestra. Ed io faccio girare questo “Electro Way” che presto sarà anche in vinile e dentro ci trovo tutto il glam possibile, dal rock al pop, dal funk alla chill/out glitterata. E tanta energia positiva che sinceramente, dentro questo tempo apocalittico, non fa per niente male… anzi…

Benvenuti nel nostro salottino digitale… quante sedie devo prendere? Come a dire: chi sono i 1000 Streets?
Direi che per far prendere posto a tutte le persone che hanno collaborato ad Electro Way, servono circa 50 sedie. In qualità di rappresentanti però è doveroso nominare 4 quattro componenti della produzione 1000Streets: Denis Zupin, Martin Dequal, Riccardo Pitacco e Walter Grison.

Possiamo parlare di disco collettivo? Anzi possiamo parlare in generale di collettivo?
Sicuramente. La parola “collaborazione” è per noi un riferimento quotidiano e crediamo che sia la chiave per nuove sperimentazioni e nuove esperienze. Mettere insieme così tante menti, permette di creare qualcosa di stupefacente ma soprattutto di raggruppare una quantità di energia incredibile.

E parliamo del suono di questo disco che in qualche modo sembra assai classico… mescola i grandi cliché dentro soluzioni digitali di oggi. Ma la radice è assai classica o sbaglio?
Non possiamo e non vogliamo negare le nostre origini. L’orchestra arriva da un passato in veste di “big band classica” e questa caratteristica influenza enormemente le nostre scelte artistiche e musicali. Bisogna dire che il “parco musicisti” dell’orchestra è composto da persone con alle spalle studi classici al Conservatorio, da altre con studi jazz sempre al Conservatorio, fino all’esperienza degli habitué della musica leggera.

E parlando di ispirazioni? Questo suono che sembra spaziare da Jamiroquai ai nostri Dirotta su Cuba… da questa enorme forbice cosa tiriamo fuori?
Ne tiriamo fuori una botta di energia e personalità. L’orchestra ha lavorato con diversi cantanti in questi anni ma non ha mai potuto del tutto esprimersi. Electro Way è il primo lavoro che porta il nome della 1000Streets e da questo si possono captare tutte le necessità musicali dei nostri autori.

E mi colpisce il colore acceso di questi video… e non penso sia una scelta banalmente estetica vero?
Tutto il discorso visivo, sia video, sia grafico, sia fotografico, è stato studiato ed ispirato al nuovo sound. L’idea di mescolare riprese reali con animazioni richiama il lavoro fatto sulle canzoni. Le riprese reali rispecchiano il sound acustico dell’orchestra, i colori e le animation-on top richiamano la componente elettronica, il tutto messo insieme da Tommy, il bradipo mascotte dell’orchestra che rappresenta tutto questo enorme collettivo.

E dalla rete pesco “Good Vibes” che già dal titolo direi che parla da se. E questo video, che inevitabilmente ricalca la scena anni ’90 con le opportune codifiche di stile digitale, mette buon umore e penso a quanto scenico e a quanto benessere arrivi da un concerto della 1000 Streets’ Orchestra. Ci voleva proprio… come acqua ci voleva…