Il rock nostalgico, strambo, cupo e…allucinante di SantøSpirito

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SantøSpirito presentano ALLUCINANTE (Dischi rurali)

 

“Allucinante” è il titolo dell’album d’esordio del SantøSpirito, in uscita il 25 novembre 2022 per Dischi Rurali, distribuito da Artist First.

L’ingresso nel panorama musicale della band abruzzese è stato annunciato alla fine della stagione estiva con l’uscita del primo singolo “Stato di trance”, seguito ad ottobre dal secondo singolo “Brucia per me” e, infine, dal terzo ed ultimo singolo “Giovani di adesso”.

Registrato in concomitanza con lo scoppio della pandemia, “Allucinante” emana tutta la rabbia, l’incertezza e l’insoddisfazione di più generazioni, un comune sentire di sensazioni cupe e misteriose, compresse in un sound liberamente esagerato e coordinato dalla produzione artistica di Marco “Diniz” Di Nardo (chitarrista Management).

 

https://open.spotify.com/album/5MWpcjuI6rWOmQrSbGPDoD?si=PDOglbJPQ3mXNBUToze0GQ

 

 

 

L’INTERVISTA

 

Mi racconti come si è sviluppato il disco e chi sono le persone coinvolte?

 

L’album è stato ultimato nel bel mezzo della pandemia, ai tempi era tutto fermo, abbiamo solo potuto aspettare, perdendo un anno, ma almeno non dovendo buttare un disco alle ortiche…una situazione orribile che non auguro a nessuno, ma che molti hanno subito.

Per quanto riguarda le persone coinvolte, oltre a noi quattro (Marco, Eduardo, Lorenzo, Antonio) ci siamo avvalsi della produzione artistica di Marco “Diniz” Di Nardo (chitarrista Management, nonché concittadino e amico da diversi anni) abbiamo affittato uno studio di registrazione nel bel mezzo del nulla, con poco tempo a disposizione, una strumentazione fatiscente, ma tanta voglia di metterci alla prova. Un disco low budget e a Km Zero diremmo, in un clima amico, ma per niente sobrio, scaldato dalla presenza di Alessandro Dell’Arciprete, tecnico del suono, amico e proprietario dello studio. Il missaggio lo abbiamo affidato ad Andrea Di Giambattista, mentre per il master ci siamo rivolti ad Andrea “Bernie” De Bernardi, infine dopo aver valutato diverse proposte, abbiamo accettato di uscire per Dischi Rurali, un’etichetta giovanissima che ha investito su di noi, senza imporci limiti e divieti.

 

Come definiresti con quattro aggettivi il vostro stile musicale?

Nostalgico, strambo, cupo e…Allucinante.

 

Quali sono i vostri punti di riferimento musicali che vi hanno fatto arrivare a questo disco?

Tutti e quattro ascoltiamo un po’ di tutto, dal pop al metal estremo, dalla musica classica alla musica elettronica, non saprei. Sicuramente tra gli artisti che ci hanno più ispirato per la stesura del disco troviamo Black Sabbath, Il Rovescio della Medaglia, King Crimson, Nirvana, Mark Kozelek, Arcangelo Corelli, My Bloody Valentine, Black Flag, Trentemøller, Deafheaven, Sonic Youth…potrei andare avanti per ore, meglio fermarsi qui.

 

Nell’economia del disco qual è lo strumento che reputi più importante?

I nostri timpani che hanno retto i volumi assordanti della stanzetta in cui proviamo. Li abbiamo messi a dura prova, ma fin’ora non ci hanno mai abbandonato e bene o male funzionano ancora, seppur con qualche fischio di troppo.

 

“non vi drogate, non fate sesso, due dita in gola andiamo a vomitare al cesso”—rimane solo questo da fare per  i giovani di adesso?

I giovani di adesso sono il futuro, ma sono allo stesso tempo il passato ed il presente, si può essere giovani anche ad 80 anni. Un consiglio che posso dare è quello di infrangere tutti i consigli del ritornello, di divertirsi usando la testa, di leggere molto, di ritagliarsi più tempo a contatto con la natura, ma soprattutto di essere liberi.

 

Dopo il disco cosa avete in programma?

Dopo l’uscita del disco cercheremo di presentarlo live il più possibile, anche se la situazione attuale è abbastanza satura. Forse in estate avremo qualche spiraglio in più, dopodiché non vediamo l’ora di rientrare in studio, ma per questo bisognerà aspettare il prossimo autunno.