Il primo disco di Letlo Vin: esce Songs For Takeda

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Letlo Vin è un cantautore folk che ha finora condiviso il palco con artisti del calibro di Umberto Maria Giardini ed Emiliana Torrini. L’artista ha impiegato circa quattro anni per confezionare il suo primo album che è uscito auto prodotto il 2 Ottobre scorso. Songs For Takeda, così si chiama il disco, è un viaggio sonoro diviso in 3 parti partendo dal punto di vista del samurai e finendo a quello dell’autore dell’opera.

Siamo nell’ampio territorio del folk e delle sonorità di strada: riferimenti a Nebraska di Springsteen sono disseminati un po’ ovunque così come accenni alla produzione sia di veterani come Ryan Adams (“Blue Xmas Time”) quanto di nuove promesse del cantautorato di genere come Jack Savoretti (It Won’t Last Long”). E ancora Jack Johnson, Cohen, Wilco, Cash e Seeger sono tirati in ballo in un raffinato gioco di prestiti e rimandi che non fanno altro che incapsulare Songs For Takeda in un puro album di genere. Qui ci sono le radici americane interpretate in modo discretamente personale senza mai eccedere. Ed è forse questo l’unico punto ipoteticamente a sfavore del disco: nessun guizzo o particolarità che faccia alzare il sopracciglio e collocare Letlo Vin al di là della barriera, lontano dai tantissimi progetti folk che oggi escono sulla scia di quello che i vari Bon Iver, Bright Eyes a Iron & Wine hanno prodotto.

Intendiamoci, Songs For Takeda è un buon disco, che offre sonorità spaziose e un buon lirismo medio che attraversa tutta l’opera. Ma non è un disco indimenticabile, forse un po’ monocorde, anche se un discreto numero di brani va ben oltre la soglia della sufficienza, come ad esempio la ballata “Takeda” che ci porta improvvisamente sull’harvest moon di Neil Young.