IL POST ROCK SOGNANTE DI ANTARTE

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ANTARTE

Presentano

ISOLE

Megaphone Music / Good Fellas

Sono siciliani ma per il momento si sono fatti strada più all’estero che in Italia. Tant’è che il secondo disco viene prodotto per l’Europa dalla francese Megaphone Music. A dare ancora più respiro internazionale alla band ci si mette anche Simon Heyworth (ingegnere del suono che vanta collaborazioni del calibro di Nick Cave, Depeche Mode, King Crimson e Brian Eno).E in effetti, visti alcuni punto di riferimento che cita la band (Godspeed You! Black Emperor, Sigur Ròs, Radiohead, Slowdive), non poteva essere altrimenti. Passaporto italiano quindi, ma suoni dilatati, progressioni slowcore, dreamy. Loop e chitarre per creare una soffice nuvola sonora in bilico tra psichedelia, sperimentazione e forma canzone

 

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Pervasiva, autentica, immaginifica, intensa.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Il nostro ultimo lavoro si chiama “Isole” ed è il risultato dell’ostinazione a voler creare musica nonostante le nostre vite ci abbiano tenuti distanti migliaia di kilometri gli uni dagli altri. Ha preso inizio con idee, bozzetti, ricordi e suoni scritti anni prima e lasciati incompiuti, che a un certo punto abbiamo ripreso e cucito assieme fino a far prendere al lavoro la forma che ha oggi. La fortuna ha voluto poi che questo lavoro venisse apprezzato da Megaphone, label parigina, che ha creduto e investito sul progetto.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Probabilmente cambierei locale. Ma questo mi porta anche a fare una riflessione sullo stato dell’arte della musica dal vivo in Italia, dove i gruppi emergenti riescono a esibirsi solo se hanno le conoscenze giuste, dove bisogna ringraziare il gestore che ti lascia suonare nel proprio club e dove spesso l’eventuale cachet pattuito viene messo in discussione davanti a un pubblico non abbastanza numeroso.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
I social sono diventati fondamentali per una miriade di ragioni. Innanzitutto ti permettono di avere uno stretto rapporto con i fan, servono a pubblicizzare e a partecipare a eventi, a farsi conoscere e a far sapere che esisti. È uno strumento a cui un musicista di oggi difficilmente può rinunciare.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Seguiamo molti concerti, e vivere a Bologna ci rende le cose più semplici! La domanda mi mette però un po’ in crisi riguardo ciò che è “indie” oggi. Quello che una volta era un panorama indipendente, oggi è diventato un circuito ben strutturato, con grosse case discografiche a supporto di artisti che si esibiscono su palchi sempre più importanti. Non so se abbia ancora senso chiamarla musica indie. Comunque, tra i concerti più belli visti negli ultimi sei mesi ci metto dentro quello di Iosonouncane (Bologna, settembre 2017), Giorgio Poi (Bologna, settembre 2017), Beach House (Castelbuono, agosto 2017), Klangstoff (Bologna, novembre 2017), Slowdive (Milano, settembre 2017).