“Il Declamatore” dei Stanislao Sadlovesky: un viaggio nell’inconscio musicale

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Il nuovo album “Il Declamatore” dei Stanislao Sadlovesky non è semplicemente una raccolta di tracce musicali, ma piuttosto un’immersione profonda nell’inconscio. Le 10 tracce che compongono questo lavoro trasportano l’ascoltatore in un territorio sonoro che va oltre i confini della musica convenzionale.

 

Chi sono gli Stanislao Sadlovesky?

Sono due amici, due ex compagni di radio, un trevigiano, un bassanese, due senza volto dietro la maschera.

 

Il vostro lavoro sembra essere permeato da pensieri inafferrabili e residui di ricordi. Come avete affrontato la sfida di tradurre queste sensazioni in un linguaggio musicale?

“Permeato da pensieri inafferrabili e residui di ricordi” già ci fa commuovere: grazie! È stata una sfida vinta in partenza. Tutto si è incastrato velocemente ed in completa sintonia.

 

L’album presenta un’atmosfera di solitudine dechirichiana. Come avete cercato di rendere questa solitudine risonante attraverso la vostra musica?

“Solitudine dechirichiana risonante”… Volete farci arrossire o innamorare? O forse volete entrare a far parte degli Stanislao Sadlovesky?

La musica ha assecondato i testi diventando un tutt’uno con essi.

 

“Il declamatore” esplora odissee post-industriali e notti bianche apocalittiche. Qual è il ruolo di questi elementi nell’ambito del vostro storytelling musicale?

“Esplora odissee post-industriali e notti bianche apocalittiche” è troppo pertinente e culturale per essere vero! Una band può diventare fan degli intervistatori? Ebbene sì, siamo ufficialmente vostri fans!

I testi arrivano inattesi, improvvisamente e per poco. Allora conviene industriarsi per catturarli il prima possibile, altrimenti addio. La musica poi li avvolge, li ammanta e li culla. Probabilmente le suddette odissee e notti bianche permeano le nostre menti.

 

Come descrivereste il rapporto tra Verbo e Percezione all’interno di “Il Declamatore”?

È un rapporto stretto, intrinseco.

A portata di mano e distante anni luce contemporaneamente.

 

Infine, cosa sperate che il vostro pubblico trarrà da “Il Declamatore”? Qual è il messaggio o l’emozione chiave che vorreste che rimanesse con gli ascoltatori?

Innanzitutto, vorremmo un pubblico! L’album è appena uscito, vediamo a cosa andrà incontro. Ci piacerebbe venisse ascoltato il più possibile. Se poi dovesse incrociare degli intenditori come voi, per noi sarebbe il massimo.

Non riteniamo di dover indirizzare l’ascolto propagandando il nostro messaggio, ma sono fondamentali le impressioni derivanti dall’immersione nel mondo Stanislao Sadlovesky. In questo può considerarsi un progetto aperto.