Helle: un racconto lungo 9 canzoni

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Fermo al volo Lisa Brunetti in arte Helle. La fermiamo perché “La colpa” suona in modo davvero originale nella forma. Una canzone che attinge tanto da quel modo – secondo me – anni ’70 alla Lolli dentro cui la lirica era l’assoluta protagonista di una storia che attorno aveva suono. E se al tempo il suono era spesso messo in secondo piano, qui Helle ci tiene a ricamarlo con cura e dedizione. Dunque non aspettiamoci “canzonette” pop da fischiettare. Immergiamoci in un vero e proprio “audio-libro”, cantanto e suonato…

Quanta biografia c’è dentro questa lunga narrazione?
Appena ventenne mi innamorai di un uomo molto più anziano di me; le motivazioni del suo allontanamento, allora, non le comprendevo. Oggi posso sentire maggiore assonanza con le sue idee: le capisco, le condivido. La posizione di Ludovico, quella dell’eterno sognatore ingenuamente coinvolto nell’amore, mi è rimasta, però, tanto cara e familiare.

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Perché tanti colori scuri dentro le immagini di questo disco? In fondo non parliamo di una storia di rinascita e in qualche modo di “liberazione”?
Non è di sicuro un finale allegro quello de “La colpa”, anzi: a mio parere è proprio un finale da incubo. L’idea che questa donna – una proiezione, senza dubbio, di me stessa fra un po’ di anni – non abbia capito nulla, ma proprio nulla, della vita, mi spaventa. Di sicuro finirò così, mi dico di questi tempi: non sarò capace di capire cosa fare. Mi fa paura. Una liberazione consisterebbe, forse, nella realizzazione stessa di tale realtà: la presa di coscienza della propria immaturità, del proprio egoismo, anche. Grazie mille per la domanda.