Evadere dalla realtà con Fabri

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Potremmo definire Fabrizio Tufarelli, o più semplicemente Fabri, un vero girovago. Il giovane artista negli anni ha vissuto in Germania, Spagna, Norvegia e addirittura in Cina. Questo mix di culture e una visione così internazionale della vita si rispecchiano nella musica del cantautore e nel nuovo singolo “Somewhere else”. Che, guarda caso, parla proprio di evasione dalla realtà e della ricerca di “un altro posto”. Abbiamo approfondito tutto questo con lui.

Benvenuto su Onde Indiependenti Fabri. Da cosa nasce il tuo desiderio di fare musica e quando ti sei avvicinato a questa forma d’arte?

Ciao! Mi sono innamorato della musica da molto piccolo. Suono la chitarra dalle elementari e sono sempre stato un grande consumatore di musica (dai tempi dei CD all’iPod a Spotify). Ho iniziato però a comporre verso la fine del liceo. Poi la passione si è fortificata con gli anni in modo graduale. Con il tempo ho scritto sempre di più, continuando a migliorare i miei brani. In parallelo, mi sono iscritto a lezioni di canto per cercare di dare più sostegno alla voce e ho anche iniziato a cantare e suonare a gruppi sempre più grandi di amici. Poi quest’anno, avendo terminato e inciso alcuni dei miei brani e sentendomi pronto per lanciarmi, ho deciso di pubblicare le mie prime canzoni.

Hai recentemente pubblicato “Somewhere else”, il tuo secondo singolo. Ci parli della genesi di questo brano?

In “somewhere else” come in ogni altra canzone che scrivo, nasce prima la melodia e poi il testo. In particolare questa è stata una delle prima melodie che ho scritto alla chitarra (la prima versione della melodia risale a 5/6 anni fa ormai). Per scrivere e completare il brano ci ho messo poi anni e il testo è cambiato spesso.

Il titolo esplicita il concept di evasione che caratterizza la canzone. Cosa significa per te evadere dalla realtà e come lo fai?

L’evasione è un concetto molto ampio e ci sono diversi modi con cui evado dalla realtà, ma il tipo di evasione che descrivo nella canzone è quello che provo quando ascolto o faccio musica, una cosa che mi fa diventare tutt’uno con me stesso, mi porta su un’altra dimensione e riesce per un momento a far scomparire i problemi della vita.

Quello che colpisce della tua musica è un taglio decisamente internazionale. Non solo per la lingua inglese, ma anche e soprattutto per sound e a produzione. Perché questa scelta?

Ho scelto la lingua inglese perché è ritmica, ha parole brevi ed è facile trovare frasi le cui sillabe si sposano bene con la melodia che ho in mente. Il sound internazionale è dovuto probabilmente alle mie influenze musicali, dato che ascolto molta musica americana, inglese ed australiana. Però scrivo anche in italiano e finora la mia canzone preferita tra quelle che ho scritto è proprio in italiano. Sono aperto a scrivere in entrambe le lingue – il mio sogno è di riuscire a raggiungere più orecchie possibili sia in Italia che all’estero!

Sappiamo che sono già pronti altri brani che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Ci puoi dare qualche anticipazione senza spoilerare troppo?

Ho un progetto di 9 canzoni di cui fanno parte anche “here tonight” e “somewhere else”, tutte in inglese. L’idea è di pubblicarle sfalsate nei prossimi mesi. Poi ho già un inedito in italiano che vorrei pubblicare in primavera/estate dell’anno prossimo

Grazie per il tuo tempo. Hai queste ultime righe per aggiungere ciò che vuoi alla nostra chiacchierata.

Vi ringrazio ancora per quest’intervista e spero di parlare con voi presto sulle prossime canzoni!

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