Esplorando il mondo degli Uncle Muff attraverso “Old Blue Back”

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In questa intervista, abbiamo avuto l’opportunità di esplorare il mondo degli Uncle Muff, scoprendo le ispirazioni, i processi creativi e il significato dietro “Old Blue Back”. 

Qual è il messaggio che cercate di trasmettere attraverso la vostra musica?

La musica può trasmettere qualsiasi messaggio, ma può anche trasmettere emozioni, sensazioni, può rievocare momenti, può convincerti o ispirarti a fare qualcosa, può farti sentir parte di una comunità, può insegnarti a pensare, può rattristarti, entusiasmarti. E spesso una stessa canzone può, in persone diverse, evocare o indurre sensazioni diverse, anche il testo stesso, a meno che non sia proprio didascalico, può essere interpretato in molti modi. I nostri brani nascono in maniera molto spontanea, emergono da un sottosuolo, si tratta per noi di creare attorno a loro lo spazio per agevolare il loro sviluppo. Questo per dire che non c’è un’intenzione nei nostri brani, o un messaggio che vogliamo comunicare, lasciamo semplicemente che la canzone si manifesti.

Come avete sviluppato il vostro stile musicale nel corso del tempo?

Anche per il nostro stile vale un po’ la risposta alla domanda precedente nel senso che il modo in cui suoniamo accade spontaneamente. Non cerchiamo di imitare nessuno, l’unica cosa che ci capita di fare è uno sforzo per non incanalarci in “schemi” a cui magari siamo portati per abitudine. Magari capita di dire: questo ritornello suona troppo “rock” o troppo “pop” e in quei casi andiamo a individuare cosa gli da quel carattere e se è il caso lo togliamo. Ciò non toglie che se il pezzo nasce per essere rock lo lasciamo essere quel che gli pare. Evitiamo solo che una sonorità esca così per assuefazione o routine.

Da cosa vi lasciate ispirare durante il processo di composizione?

Qualsiasi cosa può ispirare un pezzo: una sensazione, un libro, un film, una persona, un animale, un gesto, una discussione, un accordo, un giro di basso, un ritmo e, negli anni, abbiamo sperimentato questi e altri elementi di ispirazione nella composizione. Sono così nati brani su tanti temi e con tanti stili diversi. Da qualche anno, ad esempio, sto scoprendo che alcune frasi nelle conversazioni comuni di tutti i giorni possono contenere la musicalità, il messaggio e la forza sufficiente a renderle parti di una canzone, abbellimenti o addirittura ritornelli.

Il vostro ultimo singolo è appena uscito. Potete condividere come è nato?

In questo caso il brano è nato da una suggestione generata da due accordi un po’ inusuali che mi hanno fatto visualizzare un’immagine di un uomo alla deriva in balia delle onde e di un sentimento di nostalgia, tristezza, malinconia… in una parola un sentimento “blue”.

Come descrivereste le sonorità di questo nuovo brano?

Direi che un pezzo abbastanza cupo e intimistico, le sonorità si ispirano ai suoni del mondo marino, onde, trombe di navi, corde che si tirano. A parte il finale durante il quale l’ambientazione cambia radicalmente e si vien proiettati in un bar affollato, in un’atmosfera natalizia e un abbraccio sembra essere il gesto che permette al protagonista di riacquistare il senso di realtà che sta perdendo.

Quali sono i vostri prossimi passi discografici?

Il prossimo passo è un secondo singolo che anticiperà l’imminente uscita dell’album “Adrift” di cui “Old Blue Back” fa parte e che ne ha anticipato la pubblicazione. Nel frattempo comunque stiamo lavorando già a brani nuovi e a brani che sono stati esclusi dall’ album in uscita perché non ancora sufficientemente maturi.