Eleonora Mangano, intervista singolo In fondo agli occhi (Humura)

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Ciao Eleonora, abbiamo apprezzato molto il tuo singolo precedente Niente (lo abbiamo anche recensito). Quanto pensi sia importante raccontare momenti bui della propria vita in musica e quanto coraggio ci vuole?
Ciao e grazie intanto. In generale, credo che i momenti bui abbiamo bisogno di essere rispettati e anche raccontati, proprio come i momenti felici. Ovviamente non è mai facile e a volte si necessita di un momento ben preciso per farlo però penso che se si sceglie di fare musica sia abbastanza importante.
In fondo agli occhi (Humura) è un canto di inclusività. Quanto è difficile fare passare l’idea che il diverso è ovunque e va rispettato?
La canzone parla di amore (sotto una forma molto ampia), di coraggio ed anche accoglienza.  A tal proposito, di recente ho guardato un’intervista della sociolinguista Vera Gheno in cui usa l’espressione “convivenza delle diversità”, e sicuramente questa condizione di convivenza al momento pare essere più un’utopia.
Il viaggio in Africa quanto ti ha plasmato e che ricordi ci racconti di quell’esperienza?
 Ho vissuto in Rwanda per quasi tutto l’anno del 2014 e l’ultima volta che vi ho fatto ritorno era Agosto 2016.
Conosco molto bene il mal d’Africa e spero vivamente di rimettere piede su quella terra rossa molto presto.
Lavoravo come volontaria in un centro nutrizionale nella provincia Est del paese. Mi sono immersa sin da subito in quella che è la loro cultura, imparandone la lingua (Kinyarwanda), le usanze, ecc. Ho ricordi molto vivi di tutto quel periodo.
Leggiamo dal comunicato che sarà l’ultimo estratto prima di un tuo primo Ep. Di cosa parlerà?
Esatto, è l’ultimo singolo prima dell’uscita dell’ EP che spero di avere pronto il prima possibile. Parlerà di me, della strada percorsa fino ad oggi e del mio presente.

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