ECCO “NARRÈ”, IL QUINTO ALBUM DEI VORIANOVA

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La band siciliana presenta il suo nuovo progetto discografico, un omaggio al passato che insegna ad andare avanti guardandosi “indietro”, come dice il titolo.

I Vorianova tornano a farsi ascoltare dal pubblico con il loro quinto album Narrè, pubblicato da Isola Tobia Label e acquistabile sul sito web dell’etichetta – anche in copia fisica – e nei principali digital stores. L’uscita del progetto discografico è stata anticipata da un singolo che non a caso porta lo stesso titolo (qui il videoclip: https://youtu.be/ufVwl6X9HP8), essendo fra i brani più programmatici e rappresentativi della tracklist, composta da 13 tracce con filo conduttore il tempo che passa, che è passato e che passerà. Una sorta di racconto/concept nel quale il nesso logico che guida il susseguirsi dei brani, è più legato al loro contenuto che al ritmo.

Il progetto è scaturito dal lockdown avvenuto a marzo 2020, durante il quale anche la band siciliana si è trovata a confrontarsi con un forte momento di riflessione che l’ha portata a riscoprire, di fronte alla necessità di abituarsi a nuovi meccanismi, i ricordi del passato e a dare una valenza positiva – e  plurima – all’andare indietro.

‘Narrè’ significa infatti letteralmente ‘indietro’, tuttavia nell’intrecciarsi della vita e delle vicende personali, volgere lo sguardo indietro è trovare lo slancio e la spinta per far ripartire il motore del proprio domani e per ritrovare il senso della vita quando, indipendentemente dalla nostra volontà, ci si chiede di fermarci. È un viaggio musicale che alterna momenti di riflessione ad attimi sognanti, storie di vita quotidiana e grida di denuncia verso una società priva di valori; guardarsi indietro diventa allora un bisogno, un’esigenza di ripercorrere la storia della nostra vita e di risalire dal fondo.

Fra i temi dominanti c’è quello della libertà di vivere il proprio tempo, uno spirito libero rappresentato metaforicamente dall’aereo, figura ricorrente sia visivamente che acusticamente in tutto il progetto. I suoni – che sia il rumore di un’elica o lo sciabordìo delle onde o altro ancora – hanno infatti un ruolo molto importante nel suscitare il ricordo e le emozioni di chi ascolta il disco, e sono piuttosto presenti in tutti i brani, raggiungendo il loro massimo effetto nell’ultima traccia Ti lassu u tempu, dove le voci di personalità importanti della storia sono riconoscibili dal tono, prima ancora e oltre le parole, in un suggerire senza dire espressamente voluto che sfuma nella coda della traccia.

L’acqua, intesa soprattutto come mezzo di locomozione, è una costante altrettanto significativa, accennata o palesemente evocata nei testi. Come in  Mamma Africa, che costituisce fra l’altro un esperimento del tutto inedito per i Vorianova, trattandosi della prima canzone in assoluto che il gruppo ha realizzato utilizzando prevalentemente la lingua italiana, alternata al dialetto del refrain. La scelta si accosta al respiro più universale del brano, malinconico ed emozionale, parte integrante dell’album ma pure per certi versi progetto a sé stante che si discosta dal resto.

Nel complesso, alla base dell’album c’è l’intenzione di far sposare bene musica e parole, mettendo l’anima a nudo in uno scrivere e contemporaneamente vivere. La ricercatezza e lo sperimentalismo delle sonorità, con echi che richiamano persino gli anni Ottanta, conferma inoltre la volontà mai celata dei Vorianova di voler proporre una produzione discografica nettamente lontana dagli schemi tradizionali del repertorio dialettale siciliano.

 

I Vorianova parlano così di questa nuova avventura musicale:

Dopo 20 anni di carriera sentiamo ancora il bisogno di condividere gli angoli segreti delle nostre anime, di raccontare storie dove ognuno possa identificarsi, serate passate davanti ad un bicchiere di vino felici per aver condiviso assieme un progetto che racchiude le nostre vite e le nostre esperienze musicali in un sound nuovo che ci rispecchia… un viaggio dove le emozioni e l’entusiasmo sono ancora gli stessi, come se fosse il primo disco”.

 

 

GUIDA ALL’ASCOLTO

 

  1. A TIA CA UN CI CRIDI (A te che non ci credi)

Questa canzone è ispirata alle vicende di Don Eugenio, protagonista della commedia teatrale I 4 briganti di Paolo Cappelloni. La trama trova molte attinenze con le vicende dei giorni nostri: il senso di smarrimento, i piccoli e grandi problemi d’amore, di fede, di fame, il bisogno di ottenere ciò che serve con l’unico modo che in certi casi si conosce e cioè con la prepotenza, e infine la voglia di vivere e sognare con la libertà di credere che il mondo possa cambiare per amare.

  1. FINU A CCÀ (Fino a qui)

In questa canzone si fa il punto della propria vita, del tempo che ha scandito le esperienze più importanti, si canta di ciò che si è costruito passo dopo passo, l’immagine di un quadro ‘arripizzatu’ (rattoppato) che si vuole ricomporre attraverso tutto ciò che si è desiderato. Come del mare è impossibile guardare il fondo, così nessuno si perde fino a quando ci sarà desiderio di reinventare la vita giorno dopo giorno. Quello che siamo darà sempre un senso ai nostri passi.

  1. ACCHIANA (Sali)

Sentire il tempo che cambia, un tempo moderno che ci tiene fermi, quando scorriamo pagine di uno schermo luminoso, con un semplice gesto, ci sembra di avere il mondo tra le mani. Ci sentiamo padroni di tutto e crediamo di guardare la vita da altezze infinite, quando in realtà è una clessidra da ribaltare, un bisogno di risalire dal fondo, “acchiana, acchiana” (sali, sali) è il grido di aiuto dell’uomo moderno.

  1. LIBERI (Liberi)

Credere in qualcosa è sinonimo di libertà, ti porta ad abbattere qualsiasi muro che ti proibisce di realizzarla, a “stringere le spine” e non farti male, ad andare oltre te stesso, perché la libertà non conosce confini, è un lungo viaggio dove sveli chi sei.

  1. NARRÈ (Indietro)

È la canzone che dà anche il titolo all’album, ‘narrè’ significa ritrovare il senso della vita nel momento in cui, indipendentemente dalla propria volontà, accade qualcosa che ci costringe a fermarci. Nel guardarsi indietro c’è il rispetto e la consapevolezza di tutto ciò che si è stati, significa trovare la spinta per far ripartire il motore per il proprio domani.

  1. SONU D’AMURI (Suono d’amore)

Questo brano descrive musicalmente l’amore, raccontandolo come una dolce melodia che entra nel cuore e non ti abbandona più, un suono che diventa luce nei momenti bui, che dà il senso a tutto quello che succede, come le note di una melodia che non ti stanchi mai da ascoltare. I tempi cambiano, si accorciano, si allargano e si allontanano ma l’amore ci avvicina.

  1. U ME SILENZIU (Il mio silenzio)

Si tratta di una canzone di denuncia contro tutti i poteri forti, tante le voci e tante le bugie che distolgono l’attenzione ai veri problemi della società. Parole che il tempo svelerà nella loro vera essenza. Parole che avranno come eterna risposta il nostro silenzio.

  1. SONNU (Sogno)

Il sogno è un rifugio della realtà, è quella dimensione dove puoi ‘vivere’ nel passato, presente e futuro, reale o immaginario. Ci sono sogni dai quali non vorresti svegliarti mai, nei quali ‘vivi’ bene, perché per un attimo rivedi e ritocchi qualcuno che hai perso, ma se apri gli occhi ti accorgi che è stato solo un bel sogno che rimane dentro te, lasciandoti una bella sensazione.

  1. N’ANTISA DI BENI (Preoccupazione di bene)

È una canzone d’amore, è la preoccupazione di non amare mai abbastanza, di non far felici le persone che ci stanno accanto e di non accorgersi che tutto ciò che si è costruito insieme ha le sembianze di un figlio. Essere sereni e non capirlo è la normalità che si cerca nel condividere la vita con chi amiamo.

  1. MAMMA AFRICA (Mamma Africa)

Questo brano racconta la storia di un ragazzo di colore, costretto a vivere con nostalgia lontano dalla propria terra, dai propri affetti, dalla propria ‘ricchezza’. Nonostante tutto riesce a rifarsi una vita, a trovare una ‘seconda famiglia’ in un paese della Sicilia. Ma nessuna sistemazione, nessuna libertà, riesce a fargli dimenticare quella voglia di ritornare. È il legame indissolubile di ogni figlio verso ogni mamma.

  1. D’ACQUA E POESIA (D’acqua e poesia)

Tante volte si ha paura di non riuscire a realizzare il proprio sogno, tutto sembra remare contro o andare a stento… ma non bisogna mai perdersi d’animo, serve essere come l’acqua, capaci di scorrere e non fermarsi, perché il nostro insistere sarà la nostra più grande realizzazione e diventerà una meravigliosa poesia.

  1. UCCIA D’AMURI (Goccia d’amore)

Ancora una volta la forza dell’elemento naturale dell’acqua trova spazio in una canzone. Stavolta è lo scorrere del tempo raffigurato in un’immagine di un fiume che modella le rocce, la forza di ogni singola goccia d’acqua che unita alle altre riesce a scalfire anche la più dura pietra.

  1. TI LASSU U TEMPU (Ti lascio il tempo)

Lasciare al domani qualcosa di noi è un pensiero che ogni tanto viene ad ogni essere umano. Anche lasciare una canzone è un magico evento, donare agli altri quelle note che sanno di noi, che hanno bisogno di un tempo e che rimangono nel tempo.