È uscito Harlem Beats, il nuovo ep di Lucia Fodde

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Folgorata dall’ascolto dei dischi jazz del padre, Lucia Fodde è attualmente protagonista della scena jazz berlinese. Si trasferisce nella capitale tedesca nel 2013, dopo aver conseguito il diploma in Vocal jazz. Da allora si è esibita presso palchi importanti, ha vinto alcuni contest ed ha pubblicato gli album Just One Of Those Things, Freedom, Traces of you. Sin dal primo album, registrato in Sardegna con il Lov’n Jazz Quartet di Cagliari, si può ravvisare l’intento di conciliare l’identità sarda con il complesso linguaggio jazz. Tutti gli album vedono la presenza di importanti musicisti della scienza nazionale ed internazionale.

Me le sue pubblicazioni prevedono anche svariati singoli ed Ep, e proprio uno di questi ultimi, dal titolo Harlem Beats, è stato appena pubblicato sui migliori digital store. Si tratta di un notevole tributo ad uno dei più importanti protagonisti della storia del jazz, ovvero Duke Ellington, che nell’ep viene rievocato sia personalmente (attraverso ri-arrangiamenti di alcune sue composizioni), sia indirettamente, mediante il tributo Charles Mingus registrato presso gli Ufo Sound Studios di Berlino, l’album vede la presenza di Davide Incorvaia (piano e synth), Greg Ambroisine (tromba),  Aidan Lowe (battiera) e Francesco Beccaro(al basso).

Proprio la song di Charles Mingus apre l’album, o meglio, il riarrangiamento di questa: Duke Ellington’s sound of love identifica al meglio le colonne portanti del disco, che sono costituite in primis dall’uso dell’elettronica: a proposito degli strumenti a tastiera possiamo dire tutte le tracce presentano sonorità molto luminose. Le frasi, che sostengono la voce, enfatizzano la bellezze dei suoni. Ciò valica notevolmente i confini del jazz, dove è il pianoforte, spesso, a dominare la scelta delle tastiere. Ma è soprattutto nel brano In a Mellow Tone che l’elettronica i synth dominano, fin dal suo inizio a cappella. A tal proposito fa eccezione il brano A Flower in a Lovesome theme, nel quale si può osservare un approccio abbastanza tradizionale in riferimento agli strumenti a tastiera.

Un’altra colonna portante dell’album è la tromba. Questo strumento riempie le frasi, si inserisce tra la voce ed il piano, si dilunga in veri e proprio assoli, come quello, splendido, di Mood Indigo, oppure in Chelsea Bridge. A tratti sembrerebbe costituire una vera e propria seconda voce, duettando con Lucia. Ma a volte scompare del tutto, come in Heaven.

Ma protagonista indiscussa dell’opera è la voce di Lucia. Scompaiono, qui, echi nostalgici (anche se In a Mellow Tone fa effettivamente pensare ad un’isola durante un tramonto psichedelico), oppure riferimenti alla amata terra, come avveniva in Traces of You. Lucia è più interessata a svelare un suo approccio del tutto personale a questi testi, risalenti all’età dell’oro del jazz, e sui quali si sono già cimentate altre voci femminili. Il suo riarrangiamento è costituito da ardui intervalli, amabili dissonanze, ben rese dal suo tono di voce, abbastanza robusto.

Dopo l’ascolto di questo ottimo Ep, abbiamo l’impressione di esserci addentrati in un opera intima e personale, dove non è il jazz che guida l’ispirazione, ma il perfetto contrario: è come se Lucia abbia trovato in un linguaggio la possibilità di esprimersi al meglio, ed in modo perfettamente naturale.

Ascolta Harlem Beats su Spotify a questo link:  https://open.spotify.com/intl-it/album/5fRbBq9qJ5yhhjr48Pv7BB