È uscito Disguised Sleep, il nuovo singolo di Marco Germani

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Ritmi progressive, suoni che sembrano provenire dalla scena death metal svedese (Dark tranquillity, In Flames, At The Gates, Opeth), synth che costruiscono splendidi tappeti sonori…. Questi, alcuni degli elementi che costituiscono Disguised Sleep, il nuovo singolo di Marco Germani, disponibile sui migliori digital store. Poliedrico artista ha alle spalle un vastissimo bagaglio fatto di collaborazioni con numerose band, attività concertistiche, di studio, di insegnamento, di gestione e promozione. Da anni pubblica singoli e album di altissimo livello.

Il presente pezzo è già contenuto nell’album N.D.E. (letteralmente “Near Death Experience”, del 2016), ma Marco ha deciso di risuonarlo e remixarlo, collaborando con Alessandra Balliana(cantante e songwriter) e Cristiano Sacchi ( batteria, mix, master).

Ne viene fuori un concentrato di grande tecnica, di splendide sonorità: i primi power cord accompagnano la splendida voce di Alessandra, mentre la batteria scandisce bene il ritmo. Il ritornello assume dei tratti epici, e procede con maggiore velocità. I tappeti di synth sui quali si muove la chitarra in alcune sezioni risentono del progressive metal. A partire da 2:10 le sonorità diventano maggiormente elettroniche e l’arrangiamento diventa più arioso. Il pezzo ritorna, quindi, sul ritornello. In riferimento al testo, colpisce l’oscurità di alcune espressioni, nonché il significato tutto. Si allude ad un “fott..o piccolo essere umano”, con “il sonno pieno di veleno”. Probabilmente il riferimento è all’essere umano in quanto tale, incapace di comprendere o di approdare a possibili certezze.

La copertina, realizzata dalla fotografa Elisa Collimedaglia, con le suoi viti autofilettanti che sembrerebbero estratte dalla parete, potrebbe racchiudere ulteriori significati. I cori sono di Sofia Bonardi.

Dopo l’ascolto del singolo si ha l’impressione di aver ascoltato qualcosa di travolgente, dove ogni nota è perfettamente al suo posto ed ogni dettaglio è estremamente curato. L’indole oscura della composizione affascina notevolmente, nonché la capacità di non ripetersi, bensì di progredire di struttura in struttura. Ad un simile affresco contribuisce, sicuramente, la produzione, che lascia emergere la potenza delle chitarre, che rende quasi tridimensionale ogni strumento, a partire dai synth, ottimi tappeti sonori in varie parti del pezzo.

Ogni singolo di Marco Germani schiude sentieri inaspettati e contribuisce a rendere questo musicista alquanto non etichettabile: attraverso sonorità dure, a tratti nordeuropee, questo artista è sempre in grado di svelare un approccio del tutto personale, tanto originale quanto interessante.

Link streaming Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/2w9qYdxsvh1PcIWN59Oyl3

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