Due spicci d’intervista per Spicci

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Un nome che solo apparentemente sembrerebbe un modo per screditarsi, stiamo parlando di Spicci, cantautore di Avellino che dietro al suo nome d’arte nasconde invece una storia che gli ha cambiato la vita.

Con l’amore per il canto e per Pino Daniele, Spicci ci racconta qualcosa in più riguardo al suo ultimo singolo “Caffè amaro”, pubblicato il 9 aprile per Le Siepi Dischi.

Buona lettura!

Ciao Spicci, presentanti a chi ancora non ti conosce magari spiegandoci in che modo ti sei approcciato alla musica!

Ciao ragazzi!

Il mio primo vero legame con la musica c’è stato quando decisi di avvicinarmi a un vecchio pianoforte che mia madre suonava da bambina e iniziai a curiosare cantando le prime canzoncine che riuscivo ad imparare.

Poi da lì crescendo capii che non volevo solo fare della musica una grande passione, ma il mio lavoro. Sognavo un giorno di poter scrivere io una canzone e immaginarla cantata da tutti e così decisi di studiare canto in un’accademia vicino al mio paese. La passione per fortuna è andata solo crescendo ed ora, sempre più convinto che questa sia la mia strada, studio canto pop al conservatorio Martucci di Salerno.

A cosa devi la scelta del tuo nome d’arte?

Spicci, nasce da un evento tragico che mi segnò da bambino. Durante uno dei tanti trucchi di magia che mi divertivo a fare, uno spicciolo mi rimase bloccato in gola e per poco non soffocai. Mi salvai grazie all’immediato soccorso della mia famiglia. Dopo 2 anni in cui non mangiavo più e diventai ipocondriaco (cosa che purtroppo mi porto tutt’ora), riuscì ad uscirne. Ad oggi però, passato questo inferno, posso dire che è lì che è nata la mia sensibilità, da lì ho iniziato a mettermi in dubbio, da lì ho sfidato le mie paure, vincendo e perdendo a volte. Da lì ho iniziato a sentire il bisogno di esprimere le mie emozioni, brutte o belle, perché la vita è così, ed è così che nascono le mie canzoni. Un po’ grazie a me e alle persone che mi circondano, un po’ grazie a quel dannato spicciolo, che tuttavia, oggi, vale molto di più.

Il 9 aprile pubblichi il tuo singolo “Caffè amaro” per Le Siepi Dischi: ti va di parlarcene?

Non capita spesso di trovare l’amore speciale, quello diverso da tutti gli altri, dal sapore unico, proprio come quello inconfondibile del “caffè amaro”. Ed è questo il titolo che ho voluto dare al mio ultimo singolo per raccontare l’addio struggente e sincero di un amore così intenso da non potersi accontentare di una miscela annacquata.

A chi ti ispiri maggiormente da un punto di vista musicale?

A dire il vero non ho una vera e propria fonte di ispirazione, anche perché mi piace “rubare” un po’ da tutti gli artisti e scoprire nuove sonorità o modi di cantare.

Se dovessi scegliere un cantante che per me resterà sempre nel cuore, sceglierei Pino Daniele.

Da lui ho sempre ammirato la leggerezza e la sincerità dei suoi testi, io suo modo di interpretare storie di vita quotidiana, il calore che aveva verso il popolo…Insomma, colui che è stata la voce di Napoli e che resterà nel mio cuore per sempre.

Lasciaci con un album e un film che dovremmo assolutamente conoscere (e che magari si legano in qualche maniera al singolo “Caffè amaro”)!

Come album, vi consiglio “NERO A METÀ” di Pino Daniele per farvi ascoltare un po’ di quella che è stata la mia infanzia.

Come film, vi consiglio Notting Hill con Julia Roberts e Hugh Grants, uno dei miei film preferiti in assoluto!