Dopo le nebulose, le maree: la visione cosmica di Carla Grimaldi

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Carla Grimaldi ci piace, e abbiamo imparato a conoscerla già attraverso la pubblicazione del suo primo singolo, a gennaio scorso.

“Nebula” aveva aperto lo sguardo del pubblico sul talento di una musicista che negli anni ha saputo confermare il proprio estro esibendosi al fianco di numerosi protagonisti della scena nazionale (in primis Blindur) e che oggi dimostra di saper fare le cose anche “da sola” pubblicando un secondo singolo, “The Moon and The Tide”, che conferma le belle sensazioni destate dall’esordio.

Come Carla aveva già avuto modo di lasciarci intendere con la sua prima pubblicazione, il lavoro di composizione dell’artista si concentra in effetti sulla narrazione di una visione “universale” che, partendo dall’alto, ora sembra sempre più interessata a farsi “terrestre”, concentrando il focus della narrazione musicale dal cielo alla Terra: la luna che influenza le maree prende la forma di un’onda sonora che si fa costante nella sua imprevedibilità, in una sorta di eterno ritorno dell’uguale; gli archi rimangono i protagonisti della composizione, ma qui l’elettronica (che in “Nebula” era appena accennata) si fa strutturale: in questo senso, il lavoro di Blindur si fa apprezzare proprio nella scelta di sonorità e timbriche giuste, che avvolgono il tutto della giusta pasta sonora.

Insomma, il viaggio alla scoperta dell’universo di Carla Grimaldi continua a farsi godere stimolando la scoperta di un’artista che vale, e che merita di certo di essere valorizzata da una scena interessata solo e unicamente ad auto-incensare i suoi fenomeni più pop.