DLEMMA – L’alienazione viaggia tra rock, grunge e metal!

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Alien” è un brano emozionante che esplora temi universali di alienazione e inadeguatezza. Il testo è ricco di immagini evocative e il messaggio sebbene oscuro è pieno di speranza. Questa canzone vuole avvicinarsi a tutte le persone che si sono sentite perse e sole nella loro vita.

Ciao DLEMMA, presentatevi ai nostri lettori.

Edoardo: “Ciao a tutti e grazie per questo spazio che ci date. Siamo una band rock/grunge di ragazzi tra i 14 e 18 anni. Suoniamo praticamente da quando siamo nati, tre di noi sono fratelli e la nostra bassista Emma è amica inseparabile dell’altra Emma, mia sorella e cantante del gruppo. Da circa un anno abbiamo iniziato a suonare in vari locali a Roma con un’ottima risposta da parte del pubblico che ringraziamo sempre. Abbiamo diversi pezzi nostri, il primo che abbiamo rilasciato si intitola Alien che ha avuto un ottimo successo anche da parte di esperti del settore e il 19 luglio rilasciamo Stuck che spero vi piacerà.”

Perché il titolo “Alien”? Cosa si nasconde dietro la canzone?

Emma L: “La canzone è nata in una fase della mia vita in cui cercavo di capire come relazionarmi con il mondo esterno. Spesso mi sento alienata, come se ci fosse una barriera invisibile tra me e gli altri, in cui non riesco a comunicare e quindi finisco per non dire niente, perché penso che ciò che vorrei dire non possa essere capito. Prima ho scritto il testo della canzone e poi tutti insieme abbiamo pensato che Alien fosse il titolo adatto.”

Emma S: “io spero che il brano sia anche un messaggio positivo per chi si isola o non si sente compreso; siamo in tanti a non essere capiti dalla maggioranza delle persone però prima o poi le persone giuste per essere capiti e accettati così come siamo le troveremo tutti.”

Un sound che trasuda originalità e personalità, ma anche con molti riferimenti ai grandi del passato, quando la musica rappresentava ancora l’apice dell’espressione umana evolvendo e condizionando l’intera società. Quali i riferimenti artistici che hanno aiutato la vostra ispirazione nella musica?

Edoardo: “Per noi la musica ancora rappresenta l’apice dell’espressione umana. La grossa differenza tra 20 anni fa ed oggi è che alcune sonorità sono diventate più di nicchia, mentre molte canzoni sono diventate più un prodotto commerciale che un’espressione artistica. Mi piace pensare che noi DLEMMA quando entriamo in sala o su un palco per suonare entriamo con lo stesso spirito di chi faceva il rock 10, 20 o 30 anni fa e almeno sulla scena romana conosciamo tante persone, musicisti e non, che vivono la musica come noi.”

Elisa: “I nostri riferimenti sono diversi, a me piace il rock più classico per esempio dei Led Zeppelin, Edoardo è molto più vicino al metal mentre Emma ed Emma sono molto grunge quindi Nirvana, Pearl Jam, Audioslave. Spero qualcosa delle nostre influenze si senta nei nostri pezzi, nell’ultimo pezzo che abbiamo scritto “Stuck” si sente molto il punk inglese, un commento che ci ha fatto tanto piacere visto che noi tre fratelli siamo cresciuti a Londra.”

Pubblicare un album? Se sì, quando uscirà? Oppure continuerete facendo uscire singoli come esige la discografia di oggi?

Edoardo: “Un album è economicamente impegnativo. Noi siamo autoprodotti e cerchiamo sempre di fare ogni cosa al meglio delle nostre possibilità quindi, per ora, siamo riusciti a produrre due pezzi (Alien e Stuck) e abbiano preferito farli uscire invece che aspettare per avere un album completo. L’obiettivo di quest’anno è di rilasciare un EP, se poi qualcuno ci vuole produrre si può anche sognare di incidere un album intero.”

Domanda impegnativa: c’è un piccolo tour all’orizzonte? Dove vi si potrebbe ascoltare live?

Edoardo: “Quest’anno abbiamo fatto tante serate a Roma, in locali piccoli e grandi. Recentemente ci hanno invitato ad aprire la festa dei 40 anni di Radio Rock a Largo Venue e abbiamo una serata nostra il 22 luglio al Kill Joy (ovviamente siete tutti invitati). Se ci seguite su Instagram (siamo @dlemma_band) potete vedere tutte le nostre date, di solito le pubblichiamo qualche settimana prima degli eventi. Parlare di tour per noi è un po’ prematuro, il grosso dei pezzi che facciamo sono cover e non abbiamo ancora approcciato agenzie che organizzano tour. Spero ci rifarai questa domanda quando avremo fatto uscire il nostro EP o l’album.”

Quali sono gli obiettivi da voler raggiungere? Cosa vi aspettate da questo percorso artistico e discografico?

Siamo talmente giovani che non riusciamo a pensare molto a degli obiettivi a lungo termine da raggiungere. Per noi gli obiettivi sono quotidiani: andare in sala a suonare, andare a scuola di musica a studiare per migliorarci e quando l’ispirazione c’è scrivere pezzi che ci piacciano e ci rappresentino.

L’ultima parola a voi… lasciaci un messaggio!

Emma: “A tutti i ragazzi che si sentono diversi dalle masse o che non riescono a comunicare, sappiate che siamo in tanti e che la musica rock, quella suonata, quella vera è lo strumento migliore per unirci e farci stare bene insieme. Senza politica, senza giudizi, senza vergogna e senza paura.”

Edoardo: “…e grazie a voi per questa intervista.”