Diletta: “è un mestiere duro fare la città”, un’intervista

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Oggi incontriamo i Diletta, un nome femminile che nasconde dietro di sé la voce di Jonathan e la tastiera di Andrea. Qui per raccontarci qualcosa in più del loro nuovo singolo “Povera Città” pubblicato il 21 maggio, dopo il loro singolo d’esordio “Capita”. Ma non sprechiamo troppo tempo e addentriamoci subito nel discorso!

Ciao ragazzi benvenuti! In un momento storico in cui il genere sembra avere più rilevanza che mai, non possiamo che chiedervi il motivo del vostro nome!

Musicalmente apparteniamo ad un genere che possiamo indicare come indiepop, certo, definire sé stessi in relazione ad un genere risulta sempre riduttivo… abbiamo frainteso la domanda?… Diletta rappresenta ciò che di delicato, di dolce, vive in noi. È la nostra anima femminile e ci piace l’idea di far sparire dietro di lei le nostre individualità, al di là di genere e numero.

Il 21 maggio pubblicate il vostro nuovo singolo “Povera Città”, vi va di raccontarcela?

“Povera città” parla di un incontro perso nel tempo, nella memoria. Un incontro tra due persone raccolte da una notte di lampioni e di piazze; uno di quelli in cui il battito cardiaco è accelerato, in cui ti si chiude lo stomaco e non sai bene cosa dire.

Abbiamo immaginato che la città si animasse, li osservasse con uno sguardo che ha in sé la tenerezza e anche un po’ di compassione e che si sforzasse di guidarli, di fargli strada per aiutarli a lasciarsi andare, perché la città lo sa che l’unico modo per vivere certe emozioni è perdercisi dentro. E poi, fatto il suo dovere, la città può tornare a riposarsi e a custodire sogni e fatiche dei suoi abitanti.

È un mestiere duro fare la città.

 

Quali sono gli artisti senza i quali non sareste qui a fare musica?

Come dicevamo ci sono diverse individualità dietro a Diletta, ma ci sono degli incroci importanti: Nick Drake, Afterhours, Low, Ivano Fossati e Pink Floyd.

Avete già pensato eventualmente ad un video per accompagnare il vostro singolo?

Certamente! Ci è venuto naturale pensare a due persone che camminano per la città. La città è Milano e al suo interno queste due figure si perdono, si incrociano senza averne davvero consapevolezza. Non diciamo altro anche perché è un video basato sulle suggestioni. Meglio mostrarlo che raccontarlo. Uscirà il 4 giugno.

Ultima domanda ma non per questo meno importante (anzi): vi va di spiegarci il vostro progetto di crowd funding per finanziare il vostro progetto?

Abbiamo pensato di affidarci alla piattaforma Ulule per raccogliere fondi e concentrare l’attenzione di amici e parenti intorno al progetto. In tempi di Covid è stato fondamentale per noi riuscire a raccontarci, a far sapere che qualcosa stava nascendo. Abbiamo raccolto denaro, ma anche tanto affetto.

Per il nostro primo video, “Capita” (disponibile su Youtube e sulla nostra pagina fb) abbiamo pensato di coinvolgere proprio loro, i nostri sostenitori, con una sorta di karaoke collettivo. È stato parecchio divertente ricevere i vari contributi ed assemblarli.