Dentro le notti brave de Le Notti Bianche

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Le Notti Bianche sono un duo campano al secondo singolo per Revubs Dischi (il sesto in totale) con “Una canzone che ti piace tanto”; piglio deciso a riscoprire radici cantautorali mai dimenticate, sound aggressivo ma rotondo a richiamare gli anni Ottanta e una carrellata di immagini poetiche belle che sembrano quasi uscite da un film di Xavier Dolan.

Il risultato è un tormentone che appacifica l’anima, spaccando la radio e riappropriandosi delle strade e delle notti brave. Abbiamo fatto qualche domanda ai ragazzi, per saperne di più:

Le Notti Bianche, altro giro altra corsa: dopo Inverno 3310, battezzate la primavera con “Una canzone che ti piace tanto”. Cos’è successo in questi mesi che non ci siamo sentiti?

Questi mesi sono letteralmente volati per noi, abbiamo passato molto tempo in studio per lavorare a “Una canzone che ti piace tanto” e altra nuova musica che speriamo di farvi ascoltare presto, speriamo anche live quanto prima.

Parliamo proprio di una delle cose più interessanti di cui chi vi segue sui social ha potuto godere ultimamente: il vostro fumetto di “Inverno 3310”. Com’è nata l’idea?

Il fumetto è stata la perfetta chiusura di un cerchio. Siamo molto orgogliosi di questo lavoro, anzi, approfittiamo ancora una volta per ringraziare Carmine Acierno che ha realizzato le illustrazioni e il nostro amico Stefano Colucci che si è lasciato ispirare dal fumetto e dalla canzone e ci ha scritto una storia. Non spoileriamo altro perché trovate tutto sul nostro profilo Instagram. (@lenottibianchemusica)

“Una canzone che ti piace tanto” parte bene già dal titolo. Qui, ascoltando il testo del brano, il motivo della scelta pare ovvio, ma in generale la scelta del titolo è di certo uno dei momenti più complessi nella scrittura di un brano. Perché secondo voi? E quanto davvero ha importanza, il titolo di un brano?

Il titolo di una canzone è un po’ come la copertina di un libro, è molto importante e spesso fatichiamo a racchiudere il significato di un’intera storia in poche parole. Bisogna essere ermetici, ma l’importante è quello che c’è dentro quindi speriamo di non deludervi!

Come nasce il vostro ultimo singolo?

Una canzone che ti piace tanto è nata più di un anno fa, abbiamo avuto fin da subito la sensazione che fosse uno di quei brani che ti fa venire voglia di ballare, lasciando però un pizzico di malinconia, come il ricordo di una bella serata con gli amici giusti nel posto giusto.

Abbiamo parlato, qualche domanda fa, dell’importanza del titolo. Mi piacerebbe anche scendere nel dettaglio delle copertine dei vostri brani, che nel corso dei sei singoli fin qui pubblicati hanno vissuto diversi cambiamenti di stile, dall’illustrato al fotografico. Come nasce una copertina? A che cosa date importanza, nel scegliere l’immagine di un brano?

Come dicevamo prima, sicuramente copertina e titolo di un singolo sono una parte di una canzone. Noi teniamo molto anche a questi aspetti e, come spesso accade per i nostri singoli, le copertine sono frutto delle immagini e sensazioni che ci danno. Ogni brano è un quadro diverso e ci piace utilizzare ogni volta i colori giusti.

Momento classico di rilassamento post-agone, con una domanda un po’ anti-convenzionale. Un artista che amavate da ragazzi, ma che poi con il tempo vi ha deluso. Vi regaliamo questo spazio per farglielo sapere!

Difficile, forse Le Vibrazioni. Approfittiamo dell’ultima domanda per ringraziarvi, è stato un piacere fare quattro chiacchiere con voi.