Cose Da Fare – la canzone d’autore di Paolo Ronchetti, senza confini

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Dal 20 maggio è disponibile, sui migliori digital stores, Cose da fare, il primo album di Paolo Ronchetti, per l’etichetta Delta Records and Promotions . Milanese, ha alle spalle oltre 40 anni di musica: punk negli anni del liceo, con gli Hogs, nati nel 1978 fino al trio vocale Gobar (che vanta varie partecipazioni e featuring, come, ad esempio, quelle in tre lavori di Evasio Muraro) ed alla carriera solista, che lo ha anche visto, dal 2011 al 2019, in giro nei teatri con uno spettacolo su Jannacci. Nel corso degli anni, in ogni caso, ha militato in centinaia di progetti, sperimentando i più svariati generi musicali. Costui scrive da più di un decennio di musica e cinema su Mescalina.it, Dal 2010 Paolo è stato una delle anime musicali che ruotavano intorno al negozio di Dischi e libri Zig Zag di San Donato Milanese.

Dopo i due singoli Quando piove forte e Cose da fare, questo artista pubblica un full lenght maturo ed interessante, dove ogni traccia sfugge ad etichette precise e dove il cantautorato italiano si lascia influenzare da sonorità progressive, rock o folk. Inoltre, questo artista si avvale di ottimi musicisti che, come vedremo, collaborano con lui nelle varie tracce. La presenza fissa è costituita da Gianmario Cirocco al basso, Pietro Girgenti alla batteria, Gabriele Paludetto alle chitarre acustiche e ai cori, Roberto Rossi alle chitarre elettriche.

La batteria di Attendo il sereno apre il disco, quindi come un bolero prima la voce e poi tutti gli strumenti si inseriscono. Il tono di Paolo è tra De Gregori e Giovanni Lindo Ferretti, la linea vocale risente di un certo rock emiliano. Gli arrangiamenti poggiano su vari accordi sopra i quali si muovono le chitarre. Il brano si chiude con sonorità psichedeliche. La batteria è ancora protagonista all’inizio di Gatsby, brano tenue ed interessante, basato su accordi di chitarra acustica sui quali si innestano sonorità elettroniche. L’interludio di chitarra elettrica tra il ritornello e la strofa sa molto di rock anni ‘80.

Vi è, poi, Quando piove forte, primo singolo estratto dall’album: De Gregori influenza un brano abbastanza spigoloso, costituito dalla chitarra acustica che accompagna la voce con alcuni accordi, mentre in sottofondo sembra suonare un sassofono baritono (Napo, alias Luigi Napolitano, che suona anche in L’amore è una focaccia calda). Il brano è costituito dal susseguirsi di ritornello e strofa. La batteria contribuisce a rendere il brano allegro, il breve assolo di chitarra, dopo il bridge, sa di rock and roll. La presenza di più voci porta il brano ad una dimensione corale e partecipata. Donna risente di Capossela, e Paolo più che cantare sembra declamare su un sottofondo oscuro e tremolante, costituito da contrabasso e sax (Ausonio Calò al primo, Marco Piccirillo al secondo). L’amore è una focaccia calda sembra essere la seconda parte di Donna: ironico inno all’amore è un dialogo tra lui e Laura Ceriotti. La base è costituita da una chitarra in sordina sui quali poggiano frasi e pedali di sassofono. Brano volutamente straniante e grottesco, costituisce, nel disco, un momento di particolare interesse. Cose da Fare è una leggera ballata dal sapore folk che parla di sogni e nuovi propositi. Si avverte una mesta tristezza, qualcosa di nostalgico ( potrebbe essere accostata a Once I Was di Tim Buckley).

Vedi come passa il tempo poggia su tempi dispari, le iniziali frasi di chitarra che accompagnano la voce fanno pensare a qualche genere sudamericano, in seguito entrano tutti gli altri strumenti, che danno vita ad un arrangiamento molto interessante. Indifferentemente è, forse, ciò che sarebbe accaduto se Lucio Battisti avesse voluto fare un blues. Gli accordi squillanti e sospesi, il sax, la distorsione di chitarra creano un brano caratterizzato da molte sfaccettature, la linea vocale è lirica ed emotiva. Sicuramente è un brano che non si dimentica facilmente. Padrone va in varie direzioni (la performance del sax è da urlo), Paolo cerca la redenzione attraverso suoni aspri e dissonanti.

Il disco risulta gradevole ed interessante anche per gli ascoltatori che pensano che il genere cantautorale abbia poco da dire: le soluzioni musicali che il disco propone sono spesso tanto inedite quanto interessantissime e Paolo da prova di grande maturità nella ricerca sonora e nei testi. Sicuramente il bagaglio accumulato nel corso degli anni contribuisce alla creazione di questo splendido prodotto e siamo sicuri che i passi successivi saranno altrettanto audaci e promettenti.

Link Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/2T2CJClJvP84qZ41qz2Lxf