“Continuerò ad andare sempre più nel profondo di me!” Intervista a Giovanni Paura

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“Cleopatra” è una canzone d’amore, autobiografica e urban. Soprattutto, è la nuova release del promettente Giovanni Paura, classe 1999 dalla penna elegante e romantica. Un sound fresco, che non disdegna richiami al passato, completa la ricetta di questo singolo, recentemente pubblicato da Baldoria Edizioni Musicali (già al lavoro con Tonino Carotone, Iron Mais e Matrioska, tra gli altri) e che ci offre la possibilità di fare qualche domanda a Giovanni.

Come nasce il brano Cleopatra?

Cleopatra nasce nel 2020, durante la prima pandemia. Ero reduce da una complicata batosta sentimentale. Mangiavo poco, dormivo male. Un giorno, girando per caso su youtube, trovo questo type beat funk ed è stato amore a primo udito. In due ore scrivo tutto, ritornello compreso e, ogni volta che me la ricanticchiavo per aggiustare cose, cresceva in me il sentore di aver scritto un qualcosa di estremamente orecchiabile. Ho voluto parlare del mio amore, del mio rapporto complicato con le donne e di quella sensazione di trovarsi sempre al cospetto di qualcosa più grande di te ma cercando di esprimermi in una chiave diversa, più pro life e meno malinconica. E’ un esperimento che penso sia riuscito, ma l’ultima parola non sta a me.

Vuoi parlarci della collaborazione con Baldoria Edizioni?

La collaborazione con Baldoria Edizioni è nata in modo molto naturale. Conoscevo già da tempo Fabrizio (Perdomi, manager) e avevamo già iniziato un percorso condiviso. A maggio del 2020 decidiamo di ripubblicare il mio primo album “Pan di Stelle in Via Lattea” (uscito originariamente prima che cambiassi art name) e tramite Fabrizio decidiamo di affidarci a loro per la diffusione. Da lì ogni uscita futura sarà curata da loro e devo ammettere di essere stato fortunato ad aver incontrato un gruppo di lavoro così unito e dinamico. Ci aspetteranno grandi cose.

Dai tuoi esordi ad oggi sono cambiate alcune cose, come il tuo art name e alcune sonorità. Cosa ti ha portato a questa evoluzione?

Ho iniziato a pubblicare brani sotto il nome di Fear the Soulman; non ha un motivo questa scelta, mi piaceva solo come suonava. A luglio del 2021, prima dell’uscita del mio singolo “Estate vhs” decido di voler dare un’impronta più personale e cantautoriale alla mia musica, scegliendo così di adoperare il mio vero nome “Giovanni Paura” (anche perchè insomma, diciamocelo, è molto particolare). Penso, al contrario, invece, che le sonorità non siano mai cambiate, si siano solo evolute, come del resto io. Ho bisogno di sperimentare, di cercare delle chiavi diverse, seguire strade particolari e non sentieri preimpostati. Ho bisogno di essere me. Di osare.

Molti giovani artisti come te puntano sui social per farsi conoscere e magari per approdare a qualche major. Tu come la vedi?

I social sono diventati, da un po’ di anni ormai, il mezzo migliore per farsi conoscere dal grande pubblico (vedi il boom di Tik Tok negli ultimi due anni). Questa, però, è un’arma a doppio taglio: se da un lato tutti hanno la possibilità di esprimere la propria arte, riuscendo così a comunicare un messaggio a più gente possibile, dall’altro la viralità premia sempre gesti estremi e di disimpegno; ciò rischia di deragliare l’attenzione delle persone verso qualcosa di futile o qualcuno che non ha niente da dire ma ha dei modi esagerati per farlo. Per quanto riguarda le major penso che possano essere di grande aiuto ma non bisogna autoimporsi che possano diventare l’aspirazione massima. Bisogna proseguire per il proprio percorso e inseguire le proprie idee. Il talento non passa inosservato.

Nel futuro verso che direzione andrai?

Devo prima scoprirlo io. Penso sempre più nel profondo. Di me.