“Come la primavera”: il nuovo singolo di Vienna

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Vienna ci confessa il suo timore di sporgersi, ma al tempo stesso anche il bisogno che ha di farlo: il nuovo singolo “Come la primavera” è un momento di ricerca interiore per arrivare a comprendere il proprio mondo, con la consapevolezza di non poter avere un controllo totale su questo e la conseguente accettazione del flusso esistenziale delle cose. Il concetto di arrendersi assume infatti nel brano un’accezione più che positiva: significa lasciare che le cose siano, evitare di andare contro una corrente che delle volte è necessaria.

“Come la primavera” ci trasporta in un mondo orientale, un ambiente concettualmente naturalistico e floreale costruito in diversi momenti musicali, come se la richiesta “Dimmi tu come si fa” fosse l’incipit di vari tentativi, del non lasciare nulla di intentato, di sperimentarsi in vari contesti e conoscersi ogni giorno di più, concentrando le proprie energie sul presente.
La primavera diventa quindi la metafora centrale del fluire e fiorire delle cose, sempre e comunque, indipendentemente dalle nostre scelte e decisioni.

“C’è stato un momento – racconta Vienna – in cui ho iniziato a ricercare una calma ed un respiro che nella mia testa somigliano molto alla primavera. Il suo fiorire, nonostante tutto, mi ha fatto capire che più che dimenarsi nelle situazioni della vita, bisogna essere pronti ad accogliere. In altre parole, delle volte non ci rendiamo conto che parte della sofferenza deriva dal non accettare il modo in cui le cose sono andate e tentiamo di andare controcorrente con tutte le nostre forze. Per molte persone arrendersi è una scelta negativa, per me è diventato essenziale e mi ha aperto più strade di quante potessi immaginare, sia interiori che nel mondo esterno.

“Arrendersi al fluire delle cose” significa abbandonare il controllo eccessivo che ho sempre avuto nei confronti della mia vita: “Come la primavera” è stato un primo tassello di questo processo, quello pieno di domande, il momento in cui ho appreso con consapevolezza che quel controllo nocivo riguardava il passato ed il futuro, ma ogni momento presente è stato “futuro” e diventerà “passato”. Oggi provo ad usare le mie energie per lavorare sul presente, non sempre ci riesco ma sono fiera di provarci”.