Ciao Manu, intervista: “Un consiglio? Ascoltate gli altri ma fate di testa vostra!”

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Ciao Manu si racconta nella nostra intervista, in occasione dell’uscita del nuovo singolo Ziggy Stardust e ci parla di come è nata la sua passione per la musica, di come concepisce i live e il rapporto con i fan e i social

Fuori Ziggy Stardust (Amarena Records / ADA Music Italy ) il nuovo brano di Ciao Manu, in streaming e digitale al link, che pur mantenendo la solita ironia dell’autore, parla in modo diretto di sogni non realizzati e di luci e ombre di un tempo ormai passato. Un excursus che passa tra i primi videogiochi, il “da grande voglio fare”, le prime avventure e i primi amori, fino ai primi miti che sembravano così lontani perché venivano dalla tv, anzi come Ziggy Stardust, venivano da un altro pianeta. Ecco cosa ci ha raccontato nell’intervista!

Cosa ti ha ispirato a diventare un musicista?

Ciao! Innanzitutto grazie mille per lo spazio. L’ispirazione a fare musica per me é nata nel momento in cui ho sentito il bisogno di esprimere alcuni concetti ed emozioni, che soltanto sottoforma di canzoni esprimevano a pieno la loro vera forza!

Quanti anni avevi quando hai iniziato a suonare?

Il primo testo l’ho scritto intorno ai 12 anni, e da lì a poco avrei cominciato anche a strimpellare la chitarra da autodidatta… anche se in realtà già alle scuole elementari, per un compito a casa, avevo buttato giù un jingle (la maestra ci aveva chiesto di immaginare di dover pubblicizzare delle scarpe da ginnastica)!

Come descriveresti la tua musica?

Utilizzerei una sola parola: Malin-Comica. Perché provo sempre ad utilizzare l’ironia, ma non riesco mai a nascondere quel filo di nostalgia di base.

Dove ti sei esibito? Hai dei prossimi concerti?

Negli anni ho aperto diversi concerti, più o meno grandi… dai centri sociali, fino a qualche palazzetto… da Brusco ai 99Posse, da Vacca a Kaos, dai Cor Veleno a Gemitaiz&Madman, da Fedez ai Two Fingers fino a Turi e molti altri…

Dov’è il luogo del tuo concerto ideale?

Sicuramente un luogo un po’ intimo, un palchetto non troppo grande e non troppo alto, accompagnato soltanto da una chitarra… sono le situazioni che preferisco!

Qual è la tua canzone preferita da esibire?

Forse direi, tornando un po’ indietro nel tempo, che la canzone è “Mi Piace Pensare”, per 2 motivi… il primo perché è stata la mia prima canzone finita in una playlist editoriale di Spotify (Suola Indie) e poi perché è uno dei pochissimi brani in cui utilizzo anche l’armonica a bocca!

Quali musicisti celebri ammiri?

Potrei fare una lista infinita… mi limiterò a citarne uno per “categoria”: Rino Gaetano (la storia della musica italiana, fuori dalle regole), Brunori (cantautore per eccellenza), Coma Cose (innovazione), Frah Quintale (una voce particolarissima), Madame (nuove leve, la più brava ed è giovanissima)!

Qual è il miglior consiglio che ti è stato dato?

Il miglior consiglio che mi sia mai stato dato, paradossalmente, è stato quello di ascoltare i consigli altrui, trarne ispirazione, ma poi fare di testa mia!

Se potessi cambiare qualcosa nel settore della musica, quale sarebbe?

Forse ti direi questa fruizione troppo veloce dei brani, che dopo una settimana sono già vecchi… Ma in realtà non mi piace neanche che oggi il musicista debba essere anche: content creator, social media manager, influencer, opinionista, ecc. Preferisco impiegare il mio tempo a scrivere canzoni (che forse mi viene anche meglio che scrivere un post)!

Qual è un messaggio che vorresti dare ai tuoi fan?

Più che un messaggio, vorrei scusarmi con loro perché non sono per niente “social”… postare o fare stories non è una cosa che amo… i miei contenuti riguardano la mia musica e le mie uscite, perché è quello che mi piace fare… e immagino che per qualcuno possa risultare noioso!

Qual è il prossimo per te? (Prossimo Progetto)

Sicuramente tirare fuori nuovi singoli, perché la cosa che preferisco fare in assoluto è scrivere! Ne ho già diversi in cantiere.