Cerberus Bone: l’inno della rivalsa – Intervista ai Bs Bone

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In occasione dell’uscita del disco “Cerberus Bone”, abbiamo avuto il piacere di intervistare la band dei Bs Bone. Questo concept album riflette sull’inutilità e sull’essenzialità, esplora il passaggio dall’inadeguatezza alla consapevolezza del fallimento e alla rivalsa. La musica della band diventa una voce potente, un grido di rabbia e desiderio di rivalsa in un mondo dove la realtà è spesso sfumata e ambigua.

“Cerberus Bone” è un concept album molto profondo che esplora temi come l’inutilità, l’essenzialità, l’inadeguatezza e il cambiamento sociale. Potete spiegarci meglio il concetto alla base di questo disco?
Vyper: Non è stato creato come un concept album secondo i canoni standard, forse per questo che non lo definirei propriamente tale. I testi, scritti durante un lasso di tempo abbastanza dilatato, trattano di esperienze personali o comunque sotto forma allegorica, come nel caso di “Suicide Journey”, forse l’unica canzone in cui non parlo in prima persona (singolare e/o plurale), ma lascio che sia il racconto narrativo della ragazza a guidare l’ascoltatore. Possiamo sintetizzare il concetto del disco con queste tre espressioni: inadeguatezza, consapevolezza del fallimento e necessità di rivalsa. Sono le tre fasi che ognuno di noi vive durante l’arco della propria vita: alcuni individui si fermano alla seconda, altri portano a termine la terza, ma non c’è nulla di giusto o sbagliato nell’uno e nell’altro comportamento. Traslando tale concetto alle canzoni, ad esempio in “Panic e Silence” così come in “Suicide Journey” troviamo l’inadeguatezza, mentre in “Rant” la consapevolezza del fallimento ed in “IDG” la necessità di rivalsa.

Parlando di aspetti visivi, l’artwork dell’album è stato realizzato da Hiroyasu Tsuri, noto come Twoone. Ci potete dire di più su come avete scelto questo artista e come l’opera “Cerberus” si collega al vostro album?
Vyper: Hiro è un amico della band, un artista giapponese che ha deciso di vivere nel nostro paese in provincia in Campobasso insieme a sua moglie Kelly. Nelle nostre piccolissime realtà c’è una sorta di attrazione tra chiunque produca arte, qualsiasi essa sia; è stato un processo naturale quello per cui sia stato proprio lui a curare l’artwork (Kelly si è occupata del layout dell’album fisico). Graficamente con il primo singolo “Always a Cheater” abbiamo svelato la parte posteriore di Cerbero, con il secondo singolo invece quella anteriore, procedendo step-by-step. Come già ampiamente dichiarato, le tre teste stanno a significare il passato, il presente e il futuro, che contengono tutte le cose e si collegano all’idea centrale dell’album: l’inadeguatezza, la consapevolezza e la rivalsa, senza dimenticare che trattandosi di un trio, il numero 3 rispecchia anche la nostra essenza.

Ora, parliamo un po’ della vostra storia. I BS Bone sono un trio Alternative Heavy Rock attivo dal 2017. Potete raccontarci un po’ di più sulla vostra formazione e su come avete iniziato a suonare insieme?
Vyper: Il trio è il seguente: ci sono io al basso ed alla voce, Stefano (Steve Grind) alle chitarre e Leo alla batteria; Leo mi fornisce supporto ai cori, anzi ti dirò di più, in due canzoni (tra le quali il secondo singolo) è proprio lui al microfono. Suoniamo insieme dall’estate del 2017, ma ci conosciamo da sempre, essendo cresciuti nello stesso paese. Ai tempi del liceo io e Leo militavamo entrambi nella stessa formazione, in cui suonavamo principalmente cover Hard Rock, nonostante avessimo comunque scritto qualche brano che sicuramente ho riposto nel mio archivio personale. Come BS Bone alla fine 2019 abbiamo rilasciato una demo autoprodotta contente alcuni brani che abbiamo registrato di nuovo e che fanno parte di Cerberus Bone.

“Always a Cheater” e “Suicide Journey” sono stati i singoli di anteprima dell’album. Cosa volete che i vostri ascoltatori traggano da queste canzoni in particolare?
Vyper: Alcuni artisti hanno spesso dichiarato che tendono a non fornire una spiegazione dettagliata sul perché e soprattutto su chi o cosa fosse incentrato il pezzo, questo perché l’ascoltatore non ridimensioni l’idea personale che aveva maturato durante l’ascolto. Premesso ciò sono d’accordo con queste affermazioni, sia in quanto fruitore di musica e sia in quanto autore; tuttavia l’idea alla base della nostra musica e su quello che vogliamo trasmettere è interrogarsi sul perché di alcune determinate scelte sbagliate, con cui ognuno di noi in un modo o nell’altro si trova nella condizione di farci i conti. A volte l’unica alternativa è lasciarsi trasportare e non opporsi agli eventi: detto ciò non abbiamo assolutamente la presunzione di consigliare o fornire la soluzione, non tocca a noi e comunque non ne saremmo capaci.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi per il futuro? State già lavorando su nuova musica o avete in programma un tour a supporto di “Cerberus Bone”?
Vyper: Sicuramente l’intenzione è di portare l’album live, stiamo lavorando su questo. Ogni brano è nato per essere suonato dal vivo, i live sono il carburante di tutto questo meccanismo chiamato rock n’ roll. Comunque il processo di scrittura non è mai fermo, con la tecnologia di cui disponiamo al giorno d’oggi è molto semplice tenere traccia delle proprie idee, che sia una semplice registrazione dal proprio smartphone, oppure una rec per mezzo di un’altra interfaccia audio. Stiamo riadattando anche alcuni brani in chiave acustica, per dar loro una nuova veste più intima e carica di emozioni, non andando ad inficiare ovviamente la nostra anima elettrica che è alla base del nostro sound.