Casx, intervista su Seminterrati, il suo singolo di debutto

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In distribuzione Stage One Seminterrati, il singolo di debutto dell’enigmatico progetto CASX, moniker di Arianna Puccio. Noi l’abbiamo intervistata, qui potete leggere cosa ci siamo detti!

Ciao Casx benvenuta! Ti vi presentare il tuo progetto a chi ci sta leggendo in questo momento?

Ciao a voi! Dunque è sempre super difficile auto-raccontarsi, ma ci proverò. CasX nasce dal bisogno viscerale di raccontare tutte quelle cose che non dico mai e di rendere in musica tutte le paure, le fobie, i blocchi e i muri che mi sono messa davanti per anni e che credo tutti noi abbiamo in forme diverse. Il nome è ovviamente un riferimento a “Casper – The Friendly Ghost”, personaggio a cui sono particolarmente legata. Per chi non lo conoscesse è la storia di un bambino che muore da piccolissimo e diventa un fantasma rimanendo bloccato in questo enorme maniero; cerca per anni di fare amicizia con i vivi, non riuscendoci quasi mai perché è invisibile o perché li terrorizza. Con questo progetto cerco di parlare a chi nella vita si è sentito solo almeno una volta, chi ha paura di essere invisibile, chi ha provato miliardi di volte a raggiungere qualcosa senza riuscirci. Casper è di per se una storia triste, ma mi ha sempre fatto pensare che le persone speciali vanno conquistate e che la vita è sempre una questione di punti di vista e cambiare punto di vista è quello che ti aiuta a diventare adulto.

Qual è la stata la spinta che ti ha fatto avvicinare alla musica da un punto di vista autorale?

Sono cresciuta con un papà insegnante di musica e musicista quindi la musica è sempre stata una costante. Ho studiato canto da ragazzina per qualche anno e in parallelo ho cominciato a scrivere, poi ho smesso e mi sono dedicata ad altro. Nel 2020 durante la quarantena ho ripreso in mano cose che avevo scritto negli anni, per gioco le ho inviate a Matteo Rizzi (frontman dei Forse Danzica, band che seguo come art director) chiedendogli un parere. Dopo qualche giorno ha cominciato a mandarmi delle bozze di produzioni, tempo di niente aveva scritto la musica per un intero disco. Nel progetto c’è la mia faccia, ma non esisterebbe niente senza Matteo, è riuscito a mettere in musica le mie emozioni e le mie parole come fossero sue.

Il tuo singolo di debutto si intitola “Seminterrati”: è un brano che parla ad una generazione ben precisa?

Parlo ai giovani in generale, è un brano sulla difficoltà che abbiamo ogni giorno a fare quello che amiamo e soprattutto a convivere con il lascito di generazioni precedenti. È un pezzo sugli errori adolescenziali, sull’idea sbagliata che basta diventare maggiorenni per essere adulti, ma soprattutto sulla depressione che sempre di più sta prendendo i giovani proprio perché non riescono a realizzarsi, ma vorrebbero rendere gli adulti orgogliosi orgogliosi di loro.

Il tuo stile dark alternative è sicuramente molto peculiare rispetto ai generi in circolazione: ci sono degli ascolti che ti hanno ispirato particolarmente e che ti va di condividere con noi?

Per lavoro e per curiosità ascolto sempre molta musica diversa, ma sicuramente sono figlia di generi come il post-punk, l’alternative rock e lo shoegaze. Tra i miei artisti principali ci sono: Joy Division, New Order, Bauhaus, The Cure, Depeche Mode, Placebo, Radiohead, Citizen, Brand New, Editors, Daughter e tanti altri.

Domanda finale di rito: sei già a lavoro su nuove pubblicazioni?

Sì, in realtà ho un po’ di brani pronti, sicuramente ne sentirete altri entro la fine dell’anno.