Canzoni ben a fuoco nella “Camera Oscura” di Aliperti

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Esce oggi il disco d’esordio di Aliperti, “Camera Oscura”, ciliegina sulla torta di un progetto che dal 2020 ha inanellato una fitta serie di singoli senza, tuttavia, aver ancora debuttato sulla lunga distanza. E, in effetti, non tutti i brani pubblicati sono rientrati nella tracklist finale del disco: segno, quanto meno, di un’evoluzione che negli ultimi anni dev’essere certamente avvenuta, portando il ragazzo ad aggiustare sempre più la mira- o meglio, a “mettere a fuoco” ancor meglio la portata di un lavoro ben fatto.

Dieci canzoni che conducono ad un viaggio che parte, va detto, dalle stesse copertine dei brani pubblicati: il linguaggio fotografico, con quello stile un po’ VHS che fa tanto “Novanta”, sembra essere uno dei canali prediletti di Aliperti, che dissemina il suo cammino verso l’album di istantanee familiari, quasi a far presagire che, il suo disco d’esordio, non avrebbe potuto certo avere altro titolo che non fosse “Camera Oscura”.

Polaroid musicali che colorano la resa di una produzione che ammicca da una parte alla canzone d’autore (strizzando l’occhio, su tutti, a Carella e Battisti) ma dall’altra si fregia di un respiro fresco, alt-rock, che guarda ad oltreoceano ma anche alle sonorità più acustiche di un certo folk nord-europeo. Insomma, un melpot di influenze che spiccano in brani come “Zaino”, dal respiro it-pop ma senza sedersi in pose di sorta, o nella cavalcata sognante ed austera di “Sonno”, poli opposti di una tracklist da scoprire, per un talento da tenere decisamente d’occhio.