Cambra: l’intervista alla band per l’uscita di “Polvere”

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I Cambra, un gruppo musicale formatosi a Parma nel 2020, nasce dall’incontro di Giacomo (voce e chitarra), Gianmarco (basso) e Alberto (batteria). Questo trio non è nuovo alla collaborazione, avendo già condiviso esperienze musicali in vari progetti tra il 2011 e il 2022. Il 4 luglio 2024, il gruppo lancerà “Scatole”, il loro primo album, sotto l’etichetta Overdub Recordings. L’album rappresenta una fusione di influenze musicali che spaziano dall’alternative all’emo, dal post-rock al grunge, amalgamate in una corrente punk oscura ed emotiva, con testi in italiano.

Oggi abbiamo l’opportunità di parlare con i Cambra in occasione del rilascio del loro singolo d’esordio “Polvere”.

Quali artisti o esperienze ispirano principalmente la vostra musica?

Come musicisti ci conosciamo e suoniamo insieme da più di dieci anni e ci siamo sempre sentiti allineati su gusti e scelte di scrittura.

Abbiamo sempre scritto in inglese e con questo progetto abbiamo iniziato a scrivere in italiano: i Verdena e i Ministri sono il riferimento principale di questo nuovo corso, ma i Biffy Clyro sono sicuramente la band che da sempre ci accomuna e ci appassiona.

Ogni artista ha un pezzo che considera una pietra miliare nel proprio percorso. Quale canzone ritenete abbia segnato significativamente la vostra carriera artistica?

Con “Polvere”, il nostro primo singolo uscito il 7 maggio scorso, abbiamo definito uno stile compositivo che pensiamo rappresenti perfettamente la band e che segni una netta divisione dai lavori precedenti: pause, dinamiche variabili tra ritornelli e strofe, e linee vocali incisive nonostante i temi introspettivi delle canzoni.

Parliamo del vostro processo creativo. Potreste descrivere come nascono le vostre canzoni, dalla scrittura alla produzione?

Per “Scatole”, il primo disco che uscirà il 2 prossimo Luglio, avevamo l’ambizione di realizzare un lavoro omogeneo e riconoscibile, e abbiamo avuto fin da subito chiara la direzione da seguire. L’approccio alla scrittura e alla produzione, curata da Filippo Buono dei Monolith Recording Studio di Benevento, è stato diretto e immediato, con l’ambizione di riprodurre l’atmosfera di un concerto live.

In questo senso, la scelta compositiva è stata di semplificare al massimo gli arrangiamenti, per esaltare la spontaneità e l’immediatezza delle canzoni.

Il cammino artistico può essere pieno di sfide. Avete mai avuto momenti di sconforto o ripensamenti? Quali difficoltà avete dovuto superare?

Avendo suonato insieme per tanto tempo, anche in contesti di livello come festival internazionali e live club importanti, ricominciare da zero nel 2020, quando la musica era praticamente ferma, è stata una grande sfida e un po’ un ridimensionamento: farsi conoscere e trovare qualcuno disposto a dargli spazio è sempre difficile per un progetto nuovo.

Da questo punto di vista, adesso siamo contenti di lavorare con Overdub Recordings che sta facendo un ottimo lavoro.

Il vostro ultimo singolo “Polvere” è stato rilasciato da poco. Quali emozioni e sensazioni state vivendo in questa nuova fase della vostra carriera?

Tutte le tracce di “Scatole” rappresentano per noi una novità rispetto ai lavori precedenti. Sentiamo di aver composto canzoni che parlano di noi in modo molto personale e intimo, e siamo ansiosi di confrontarci con chi non ci conosce per vedere come verranno accolte: è da oltre un anno che siamo in una “bolla” creativa e ora siamo pronti a ricevere feedback da nuovi ascoltatori.

Com’è nata l’idea dietro al vostro ultimo brano? C’è stata un’ispirazione particolare o un evento che ha scatenato la creatività?

“Polvere” parla della presa di coscienza di una perdita: l’impossibilità di colmare fisicamente questo vuoto porta alla necessità di trovare un atto, un pensiero, una credenza per convincersi di non essere ridotto a un ornamento di un contesto transitorio e temporaneo.

Le pause e le variazioni di dinamica tra i ritornelli e le strofe rappresentano l’alternarsi delle diverse reazioni che ci siamo immaginati si possano avere in una situazione come questa.

Guardando al futuro, cosa possono aspettarsi i vostri fan dalle vostre prossime produzioni? Avete già qualche progetto o direzione artistica in mente?

L’obiettivo per il futuro è proseguire nel percorso di maturazione ed evoluzione musicale della band, non costringendoci all’interno di un genere definito: stiamo già lavorando a nuovi brani, le idee sono parecchie e le prime bozze ci stanno convincendo.

Ci piace stare tanto in sala prove a sperimentare, partendo da quanto fatto finora per valutare soluzioni alternative.