Non solo musica da ascoltare ma anche da leggere con “B-Side Inverno” di Doriana Tozzi

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Ho adorato subito l’idea di racconti inventati a partire dalle canzoni, perciò avevo già letto e apprezzato “Autunno”, il primo capitolo di questa tetralogia di Doriana Tozzi dedicata appunto alle canzoni e al mondo che queste creano intorno alle loro storie. Con estrema curiosità ho quindi subito fatto in modo di accaparrarmi e leggere anche “Inverno”, quello che rappresenta il secondo capitolo della saga di “B-Side – L’altro lato delle canzoni”, edito da Arcana Edizioni. Diciamo subito che le differenze tra il primo e il secondo volume, sotto diversi aspetti e livelli, sono notevoli: “Autunno” è una raccolta di racconti in qualche modo “sfusi” e diversi per tempi, luoghi e anche per punto di vista narrativo; “Inverno”, invece, spinge un po’ più in là questa missione e, come si legge anche nella sinossi, varca “con spregiudicatezza la linea di confine tra volume di racconti e romanzo di formazione”, nota che considero quanto mai vera e soprattutto “pericolosa”. Pericolosa perché rende l’operazione molto più sperimentale rispetto a quanto già non fosse con “Autunno” e dunque si presta ad essere più facilmente fraintesa, come tutte le cose nuove a cui non siamo abituati. Di solito, infatti, ci si trova a leggere o libri di racconti oppure romanzi, invece questa è la prima volta, almeno per me, in cui l’opera è entrambe le cose contemporaneamente, secondo me molto più vicino ai racconti nella prima parte e molto più affine al romanzo nel finale. Avendoli letti entrambi e in ordine di uscita posso inoltre affermare che, mentre con “Autunno” mi sono ritrovato in un mondo di fantasia saltellando tra storie disparate e variegate costruite intorno a canzoni del rock alternativo italiano, con “Inverno” il trasferimento nella fantasia sembra ormai assodato e gli scenari, sempre tra il reale e l’assurdo, cominciano a piastrellare e cementare, mattone su mattone, il proprio edificio surreale che si fa unico seppur cangiante, nato questa volta a partire dalle canzoni dei recenti cantautori italiani. E infatti (parlando di piastrelle, cemento e mattoni) l’intera vicenda è ambientata in un palazzo immaginario, con le canzoni dei cantautori italiani che occupano i suoi appartamenti senza mai uscirne fuori (e nel finale diventa chiaro il perché).

Da notare, poi, come l’autrice non sia mai scontata nella scelta degli artisti e delle canzoni da inserire in questi volumi, forse con l’intento di far conoscere meglio alcune scene meno note anziché dare ulteriore visibilità a chi già è popolare. Grazie a questo volume, ad esempio, ho conosciuto Marzia Stano, in arte Una, l’autrice del brano più indipendente dell’intero lotto, su cui Doriana Tozzi ha costruito una storia molto simpatica che fa riflettere sulle difficoltà a realizzare un amore quando tra i due amanti ci sono differenze importanti, come ad esempio il ceto sociale. Una favola d’altri tempi, si potrebbe dire, che qui viene completamente calata nella nostra contemporaneità e soprattutto cullata da uno dei leit motiv dell’autrice, ovvero il suo amore per il mare, che talvolta nei suoi racconti diventa una specie di “divinità” pronta a risolvere i problemi degli umani.

Le storie dei racconti di “B-Side – L’altro lato delle canzoni” sono sempre state liberamente ispirate alle canzoni, anche nel primo volume, tanto è vero che spesso e volentieri si ritrovano ovunque parti dei testi inserite nei racconti (probabilmente per l’intento di mostrare le differenti vicende che possono evolversi anche a partire da una stessa canzone, distaccandosi anche dagli intenti degli autori dei brani musicali pur condividendo le stesse parole dei testi, cosa a mio avviso geniale). Qui però basta un personaggio unico per cambiare tutto e fare di “Inverno” un libro completamente diverso da “Autunno” sia per forma che per modi. Il protagonista unico di questo secondo volume si appropria del ruolo di narratore della storia in prima persona e, pur non rivelandoci mai il suo nome, si ritrova a conoscere personalmente, dialogare, ascoltare, litigare, aiutare i protagonisti delle canzoni che si  muovono nei vari racconti, entrando con la sua personalità (e talvolta con la sua storia e i suoi pensieri) all’interno delle storie delle canzoni. Qui ci ho trovato la particolarità di questa seconda opera dell’autrice, in cui, limitando il protagonista ad un unico “io”, rende la musica ancor più direttamente artefice delle vicende che si susseguono tra i tempi e i luoghi più disparati. La musica comanda, gestisce, crea, distrugge, fa muovere i diversi personaggi in una scacchiera su cui l’autrice ha il merito di illuminare i pezzi che però sono e restano mossi solo e soltanto dalla musica, sovrana del gioco e delle vite dei protagonisti (nel racconto ispirato a “Musa” di Marina Rei addirittura si assiste a un rito religioso quasi sciamanico per invocare la Dea Musica).

Un’operazione, quella di Doriana Tozzi, che se nel primo volume si era mostrata interessante nella sua semplicità, con questo secondo volume si è spinta ben oltre e questo sicuramente crea non poche aspettative sui prossimi due volumi, “Primavera” e “Estate”, per comprendere il progetto nella sua pienezza. Vedremo come andrà a finire, intanto qui potete trovare maggiori informazioni su questo secondo volume: http://www.arcanaedizioni.com/prodotto/doriana-tozzi-b-side-laltro-lato-delle-canzoni-inverno/, fino ad ora una lettura musicale che mi sento di consigliare.

STEFANO FERRARA