Blumosso risponde (e non solo con “va beh”)

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Dopo aver segnato il primo passo del percorso guardando verso “Nord-est”, Blumosso spiega le vele della sua nuova navigazione al largo delle derive pop del nuovo mainstream: “Vabeh” è l’anima latina che si muove a passo di disco anni Ottanta, ma mantenendo l’eleganza della canzone d’autore.

“Vabeh” è il nuovo singolo di Blumosso per Luppolo Dischi, secondo step del musicista pugliese verso “Di questi e d’altri amori”, il trittico discografico in uscita prevista per l’estate.

“VABEH”, il nuovo singolo di BLUMOSSO, fuori ovunque dal 14.5.2021 per Luppolo Dischi; abbiamo fatto qualche chiacchiera con l’artista, per capire meglio come è nata la canzone.

Ciao Simone, ci eravamo lasciati qualche mese fa con “Nordest”, oggi torni con “Vabeh”. C’è un collegamento fra le parti, un comune destinatario? Anche perché entrambi i pezzi faranno parte di un lavoro più ampio, come emerge dai tuoi social…

Sono due canzoni che toccano i sentimenti; unite per ciò d questo. Salvo alcuni piccoli casi, le mie canzoni non hanno destinatari precisi. Sono più il frutto di ricordi sfocati, sensazioni, immagini viste realmente o immaginate; non ci sono messaggi velati per qualcuno in particolare. Sono solo canzoni, a tratti più spensierate, a tratti più impegnative.

“Di questo e d’altri amori”, parliamone già portandoci avanti col lavoro. Da dove nasce l’idea di un trittico? E’ un modo particolare (e in un certo senso “vincolante”) per proporsi al pubblico.

A me non piace quello che il sistema musica sta diventando: un disordinato calderone di singoli, singoli e… ancora singoli… senza una coerenza l’uno dall’altro. Ho sempre bisogno di creare un ordine nella mia testa, nella mia musica, nel mio gusto e nella mia poetica. Questi tre pezzi erano sì legati tra loro da un tema comune: il sentimento d’amore; ma anche separati dall’idea del nuovo disco a cui sto dando forma proprio in questi mesi. Allora ho pensato di chiuderli tutti e tre insieme in un mini lavoro, una triologia sull’amore, per l’appunto. Dato che alla fine, di quello parlano.

L’amore, in effetti, sembra essere il tema portante della tua scrittura, anche solo ascoltando i testi di “Nordest” e “Vabeh”. Cosa significa, per te, “amare”? E qual’è la cosa (persona, animale, oggetto, situazione, sensazione: “cosa” in generale!) che ami più al mondo?

Amare vuol dire un sacco di cose. È impossibile rispondere. Una mia idea, è che amare significa non porsi mai la domanda: ma quale sarebbe stata l’alternativa? Ripeto, non si può rispondere a questa domanda. Perché poi alla fine amare è semplicemente un atto di volontà. La persona che più amo al mondo è mio padre e mia madre. (ecco, amare è anche quello: fondersi).

“Vabeh” è la risposta che in qualche modo fa rilassare le spalle di fronte ad un rifiuto, alla fine di un amore o a qualcosa che, in generale, può essere andato storto. Oggi a che cosa ti senti di dire “vabeh”? Su che cosa fai scivolare lo sguardo e, se vogliamo, anche un po’ la tua rassegnazione?

La rassegnazione non esiste mai per me. È sempre una lieve nostalgia o, nel caso di un dolore, un dolore che si trasforma in un dispiacere.

Blumosso è un nome che abbiamo visto, letto e ascoltato in più salse: performer, autore, scrittore, intellettuale nel senso più ampio del termine. Ma tu, oggi, come ti definiresti?

Mi sento un affamato di bellezza.

Regalaci una parola che ti piace tanto e che secondo te dovremmo utilizzare di più.

Inleiarsi.