Blessed, il nuovo disco di Alex Vecchietti

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Decappottabile, grattacieli scintillanti che ostentano ricchezza, erotismo sfrontato e divertimento a gogò. Nella mia mente si sta inscenando un mega party: vengo catapultato nei leggendari anni ’80! Ma ho soltanto un paio di cuffie blu elettrico. Ma nelle cuffie sta viaggiando “Blessed”, ultimo lavoro di Alex Vecchietti.

Il primo ascolto è stato bevuto tutto d’un fiato, proprio come se fossi davvero in quel party glitterato. Sonorità che cavalcano sensuali i cancelli del paradiso tra synth, chitarre penetranti, voci e loop danzerecci e ben assestati.

Roxy Music e Brian Eno, i Siouxsie and the Banshees, i Talking Heads, i grandi Alphaville e Depeche Mode, molti i riferimenti musicali da cui attingere, ma “Blessed” possiede una forte originalità e personalità. Canzoni intelligentemente strutturate per colpire, colme di eleganza e groove. Arrangiamenti studiati e incastrati maniacalmente su un cantato delicato ma profondo. Siamo nel mondo Alex Vecchietti: tecnicismo e passione si fondono. Escape (feat. Kosmic Kiss) che apre l’album fa subito capire di cosa io sto parlando. Ma è in Awakening e in Awake (feat. Your Fried Esteves) che i pensieri e le emozioni trovano controllo, perdendolo. È magia, atmosfere cupe che finiscono per librarsi e la luce appare dinanzi a noi, nitida. Vuoi ballare, ma anche passeggiare dentro di te ripercorrendo sensazioni e ricordi. La title track Blessed dona già l’intero concetto di questo album: un viaggio introspettivo dai lineamenti dark, new wave/synth wave e rock, con sfumature pop che prepotente vuole richiamare attenzioni. E le merita tutte!

Better Angels (feat. Daniel Hugh), che sembra scritta da un Phil Collins con in mano un Cosmopolitan, assegna forte maturità a questo ultimo lavoro (terzo album solista) di Alex Vecchietti. Risvolti melodici che stringono patti con chitarre raffinate, surfando su di una ritmica incalzante e mai banale. E i patti vanno sempre rispettati. Neon Groove (feat. Eden Future) ne è la conferma: chitarre che da protagoniste recitano in maniera impeccabile sul palco di questo teatro che viaggia nel tempo pur restando estremamente attuale.

In On The Flesh le atmosfere si fanno più rock, cori magistralmente registrati che evidenziano il gran lavoro nascosto dietro “Blessed”, grazie anche al contributo di musicisti professionisti, a riprova che condividendo passione e sacrificio, si è sempre ripagati. L’unione fa la forza e la musica cerca di insegnarcelo dall’alba dei tempi. Summer Romance chiude il viaggio che mi ha accompagnato nei meandri dell’arte di Alex Vecchietti. E si torna a ballare tra quei grattacieli sfavillanti, guidando una decappottabile tra le strade pregne di delicato erotismo, divertimento, pace e quella spensieratezza che tanto manca di questi tempi.

Più “Blessed” per tutti! Ne usciremmo sicuramente più felici!

Link streaming Spotify: https://open.spotify.com/album/3NhMbAEidtDS6xETRceqGJ