Bert, a tu per tu con il cantautore che “sembra magico”

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Bert è un nome che da queste parti non era mai passato, prima di qualche giorno fa: di lui, abbiamo parlato in una recensione che ci ha fatto salire la voglia di scambiare due chiacchiere con il talento scuola Revubs Dischi, all’esordio con l’etichetta spezzina ma con un discreto numero di singoli fin qui pubblicati.

Il cantautore romagnolo è uno che dice le cose come stanno, o almeno: come si presentano nella sua testa. Un sognatore, per sua stessa ammissione, che non ha mai ceduto alle lusinghe della realtà per rimanere aggrappato a sogni utili a tenere quota, anche quando tutto sembra destinato a schiantarsi al suolo.

Insomma, c’erano tutti gli elementi necessari a farci venire voglia di scambiare due chiacchiere con Bert, che si è prestato volonterosamente alla nostra curiosità. Scopritelo!

BERT, sei fresco d’esordio ma certe cose sembri già averle interiorizzate, nel tuo percorso. E allora dicci, per partire: cosa significa, oggi, essere un artista emergente.

Ciao a tutti; beh oggi essere un’artista (in generale) è difficile anche per chi è conosciuto ma essere un emergente credo sia un grosso atto di amore verso se stessi e la musica.

Cosa rappresenta per te la musica? Intendo dire, come mai credi di esserti deciso ad intraprendere la via dell’arte?

Rappresenta una via d’uscita, una salvezza. La intendo come se fosse la possibilità di avere un’altra vita ed essere qualcun altro. A tal proposito non credo si scelga di finirci dentro, ma la vedo come una vera e propria esigenza/urgenza di comunicare.

Esordire in questi tempi di pandemia, tra l’altro, sembra quasi una scommessa contro il destino. C’è anche da dire che per molti artisti lo stop pandemico è stato d’aiuto alla scrittura, e a prendere il coraggio per tirare fuori la testa dal nido. Tu come hai vissuto tutto ciò?

All’inizio, malissimo. A marzo 2020 durante il primo lockdown molti di noi non capivano bene cosa stesse succedendo e ci siam trovati rinchiusi in casa, a vivere come in una specie di cattività e questo sicuramente mi ha destabilizzato parecchio. Successivamente sono riuscito a trovare una svolta positiva e mi son sbloccato emotivamente, cosa che mi ha permesso di riorganizzare anche le mie idee musicali.

Parliamo di “Sembri magica”. Ricordi il momento in cui hai scritto il brano?

Concettualmente è nato dopo una passeggiata in cui mi son segnato diversi appunti, sensazioni, emozioni e poi appunto durante il lockdown gli ho dato una forma, melodia, testo e infine un titolo.

Quali sono per te le cose che fanno “sembrare magica” la vita? Elencane almeno tre.

Avere dei sogni, il coraggio e la forza per portarli avanti.

Nel tuo brano, dai grande spazio al sogno. Rivelaci allora qual’è il tuo sogno più nascosto, il più grande che hai!

Vivo di piccole cose e ho imparato ad apprezzarle. Penso che non possiamo sicuramente piacere a tutti, ma spero sempre che prima o poi riesca a cantare tutte le mie canzoni e ad ascoltarle ci siano un po’ di persone! Mi impegno affinchè questo accada e ci sia più gente possibile.