Beppe Cunico: il mondo a casa nostra

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Penso che un disco del genere debba dannarsi l’anima per imporsi o comunque ricavarsi un posto negli ascolti. Eh si perché chiusi come siamo non saremmo mai capaci di capire che non solo i grandi sono meritevoli di simili traguardi. Pure un perfetto “sconosciuto” come Beppe Cunico lo è e per molti tratti la distanza che lo separa dai colossi può farsi assai sottile. “From Now On” lo dimostra in tutto, nei suoni, nel come è gestita e pensate l’architettura del tutto… e questo “tutto” non è di certo una canzonetta di strofa e ritornello. Lo dimostra anche nella cura dei video che troviamo in rete così come nella voglia di dedicare tempo e spazio al vinile e alla cesellatura estetica dell’oggetto.

Come dentro la intro di “Slow Breath Coming” che in qualche modo mi fa rivedere il colossale ingresso in scena di Phil Collins o di un Peter Gabriel quando anche la voce del nostro si fa nebbiosa ed etera… come anche le smagliature di riverbero dentro i rullanti decisi.

In “Non-Dystopic Future” la bellezza evocata da ballerine di un tempo primitivo e futuristico dimostra anche una faccia dai colori metal e sempre che il voto persuasivo ricerca soluzioni tribali come a riportarci dentro mantra spirituali e primigeni. Stessi modelli, stessi protagonisti dentro il video di

 

“Hidden World”: la danza, il corpo, oggetti e simboli. Qui il rock diviene di un pop liquido che molto deve agli U2 dentro i riff di chitarra. Perché ne ha diverse di facce questo disco… e Beppe Cunico sa maneggiare con cura ognuna di esse senza perdere identità e credibilità. Forse un poco perde l’appeal quando tenta ma non trova una scrittura melodica vincente come dentro “Going Beyond” o “Love Remains The Same” in cui forse esce più fragile la pronuncia inglese… e però affascina l’uso di un synth anni ’70. Belle le sospensioni anni ’80 di chitarra dentro “Misunderstanding”, forse uno dei momenti musicali meglio riusciti. Non vi svelo tutto il disco che quindi aspetta il vostro turno. Comunque sappiate che per molti aspetti non serve inneggiare per forza al resto del mondo: “From Now On” dimostra quanta grande produzioni nostrana sa tenere il passo. Certamente con le dovute distanze e considerazioni, ma il nuovo disco di Beppe Cunico di certo non va mescolato nel testone dei tanti…