Arsen Palestini presenta il suo nuovo album ‘FINDING A NEW JOB’

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Arsen Palestini presenta il suo nuovo album ‘FINDING A NEW JOB’ in uscita su tutti i digital stores il 7 Marzo 2022

Etichetta Amusin’ Projects Records

 

Descrizione: Arsen Palestini, storico rapper delle Menti Criminali, presenta il suo nuovo progetto ‘Finding a New Job’, un album di 10 tracce, sia strumentali che cantate in Inglese e in Italiano. In collaborazione con numerosi musicisti e producer indipendenti come Fidel Kato, Simone Romani (che ha mixato e masterizzato gran parte del lavoro), Mimma Pisto, Stefano Segatori e altri, il disco è come sempre incentrato sull’Hip Hop ma con molte variazioni sul tema, in direzione Trap/Urban, Jazz, Indie, Trip Hop.

Biografia: Arsen Palestini è in attività fin dai primi anni ’90 con le Menti Criminali, una delle prime crew di Rap in Italiano, con cui ha all’attivo 6 LP e svariati singoli e video. Successivamente ha sviluppato altri progetti contaminati (Trip Hop, LoFi, Indietronica) come Amusement Arcade e Amusin’ Projects, sempre in collaborazione con producers dall’Italia e dall’estero. Vanta collaborazioni con Resonanz Kreis, Claver Gold, Kento, Fidel Kato, Cuba Cabbal, Donald D e molti altri.

Track by track:

  • Arte da Dare a Te: La prima canzone del disco, su base Electropop spumeggiante di Simone Romani, è un inno alla Musica nella sua pura essenza artistica. Alla voce, oltre ad Arsen, la performer jazz Mimma Pisto.
  • Kilos of Ego: Il beat è di Fidel Kato, originale producer e rapper romano, grande amico di Arsen. Si prende in giro l’ego spaventoso delle persone in questi tempi narcisisti e totalmente devoti all’immagine.
  • Cryptolove: Musica e parole di Arsen Palestini, con un Rap classico un pochino jazzato: l’amore va su e giù come una criptovaluta, come il Bitcoin. Ci si guadagna o ci si perde? Resta il dubbio.
  • Passive Income: Qui una piccola incursione dell’Urban/Trap. Il reddito passivo è il sogno dei nostri tempi, e anche di tutti gli artisti che vorrebbero monetizzare con i social, i digital store, eccetera.
  • July Was Super Hot: Canzone vagamente spoken word, piuttosto indefinibile, il beat è composto praticamente solo di campionamenti. Resta il ricordo di un bellissimo Luglio, senza paranoie e senza pandemie.
  • Mare Buio: Il beat, con un pizzico di gusto anni ’80, è di uno dei collaboratori preferiti di Arsen, il chitarrista virtuoso Stefano Segatori. Tutto composto e inciso a San Benedetto del Tronto e vicino al suo mare anonimo ma misterioso. E’ il secondo pezzo in Italiano dell’album.
  • Video Game Player: Un piccolo divertissement Trap su base del talentuoso beatmaker pugliese Pako, e i suoni dei videogiochi vintage inseriti da Simone Romani. Nostalgia dei videogames dell’adolescenza, con una piccola dedica a Lana del Rey.
  • Summertime and the Living is Creepy: strumentale breve, composta da Arsen con un AKAI MPK Mini Play.
  • Thousands of Miles: Trip Hop in paranoia su beat di Leonardo Leonori, altro amico e bravo musicista romano. Il testo evoca Miles Davis, a cui (ma anche ad altri) Arsen periodicamente chiede supporto e ispirazione.
  • Cryptolove (Instrumental): E’ semplicemente la base di Cryptolove.

 

Link utili:

SPOTIFY LINK:

https://open.spotify.com/artist/1xzcTqtmAIxb8WOYijxYKN?si=YUXzZdRKQWyZT3ZF5m4G9w

 

L’INTERVISTA

 

1) Quando hai iniziato a fare Musica?

 

1) La faccio fin da piccolissimo! Ascoltavo per ore i vinili degli anni ’70 di mio padre in salotto, e poi quando arrivò Deejay TV stavo ore a guardare i video…il primissimo gruppo lo misi su con mio cugino, intorno ai 13 anni. Facemmo una decina di canzoni e un primo album, ovviamente su cassetta, e registrato in casa. Ma registro in casa pure oggi, più di 30 anni dopo! 

 

2) Con quali artisti sei cresciuto?

 

2) Ne ho troppi. Ti dò un pò di nomi fondamentali alla rinfusa: Velvet Underground, Joy Division, Duran Duran, Sting, Madonna, Depeche Mode, Public Enemy, Beastie Boys, Cure, Wu-Tang Clan, Talking Heads, Guru, Rage Against the Machine, Red Hot Chili Peppers, Julee Cruise, John Coltrane, Portishead, Massive Attack, Lana del Rey, Kendrick Lamar, Loyle Carner. Italiani: Battiato, Conte, Morricone, Battisti, Lauzi, CCCP/CSI, Assalti Frontali, Sangue Misto, Baustelle, Dalla, Matia Bazar, Area.

 

3) Come nasce la tua Musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

 

3) Mi sforzo di parlare di qualsiasi cosa intorno a me, senza fare troppo ego trippin’. Qualsiasi evento o incontro o sogno può dare ispirazione. E la difficoltà sta nel trattare temi spinosi, come la pandemia. A volte cerco di cogliere i lati spirituali/esoterici del Tutto, credo che lo farò sempre di più in futuro.

 

4) Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

 

4) Non c’è proprio un concept stavolta, sono pezzi nati dall’attualità che ho vissuto in questo anno, e che ho cercato di adattare ai miei amici che hanno collaborato con me. ‘Arte da Dare a Te’ l’ho cantata con la mia grande maestra di canto jazz Mimma, ‘Video Game Player’ con il mio producer Simone che è amante dei videogiochi, ‘Mare Buio’ con Stefano Segatori che abita a San Benedetto vicino al mare e così via.

 

5) Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

 

5) Mah, avendo io molte influenze variegate ci si può sentire dentro un pò di tutto. Diciamo che tutto si fonda sul Rap, naturalmente, poi ci si snodano Trap, Chill Hop, Electropop, Lo-Fi, Trip Hop. Se poi qualcuno percepisce qualche altra cosa che a me è sfuggita me lo faccia sapere! Qualche volta succede, ed è divertente! 

 

5) Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

 

5) A me i social piacciono e mi affascina cercare di capire come aumentare la visibilità, i follower, eccetera. Però devono essere social, appunto, cioè facilitare la conoscenza e il dialogo tra le persone. Se sono solo un mezzo di sfogo per le proprie frustrazioni o per il proprio narcisismo, allora, meglio abbandonarli. Poi il rischio di perdere troppo tempo su di essi è quotidiano, bisogna gestirli con disciplina e autodisciplina.

 

6) Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno che scrivi? 

 

6) Domanda troppo difficile, la bellezza è qualcosa di indefinibile, per me. Si può fare un pezzo stupendo anche solo di xilofono o di soli samples. Ogni brano è una sfida con se stessi e con il pubblico. E questa è la cosa più incredibilmente stimolante e magica di questo lavoro.