Ark Tangorra..”la mia musica? lascio fare ai miei pensieri…sono loro che suonano”.

277

Arcangelo Ark Tangorra

TRA IL BENE E IL MALE

Presentazione del’album.

 

 

Un album rock, a tinte dure e romantiche, che fa della provocazione della realtà il suo punto di forza.

Intimista, personale, senza fronzoli e senza mezze misure, dipinge con forza e sfumature tenui tematiche apparentemente differenti, ma che, alla fine, si ritrovano tutte nella natura umana.

Dalla title-track, Tra il Bene e il Male, che è una dura presa di posizione contro ogni sistema mafioso, alle indiscutibili sentenze di Girotondo di Guerra e di Anatema, passando attraverso la scusa di un amore mancante (Diciamo che manchi solo te) per porsi tematiche più spesse, che si ritrovano anche in Game Over.

Percorrendo amori infiniti e dichiarazioni assolute (Se vuoi stare con me) e approdando al tema dei ricordi di infanzia, quando il Natale contava più persone care e meno sedie vuote (E’ Natale e io No), per sprofondare nei limbi di una coppia in crisi (Con il Buio che C’è) e tornare a sorridere con Nascondino Rock e Una Luna con Birra.

Perchè la vita può anche essere una sporca puttana, ma se le sorridi già sembra più simpatica.

E se proprio non ti va di sorridere, puoi almeno mettere le cuffie e spararle in faccia questa colonna sonora.

Può darsi che, poi, vada meglio.

 

AUTOBIOGRAFIA

Cantautore Rock, nato a Torino il 6 ottobre 1969 e residente, oggi, a Gorle (BG).

Ho cominciato a esibirmi dal vivo nel 1989.

Sono stato il frontman della VascoverBand per più di vent’anni, arrivando a suonare con musicisti come Andrea Innesto, Maurizio Solieri, Clara Moroni, Andrea Braido, Alberto Rocchetti, Alessandro Orefice, Alessandro Rubatti (questi ultimi due, musicisti di Levante).

Ho “retto” l’impatto del pubblico fino a un totale di 25.000 persone (ChicoBum Festival) e a un massimo di 45.000 (SuperKaraoke di Fiorello, Genova, piazza delle Caravelle).

A livello di inediti, ho raggiunto il Festival Nazionale “Mia Martini” a Bagnara Calabra e vinto le selezioni dell’Accademia di Sanremo l’anno che, poi, hanno chiuso per scandali vari (io non c’entravo nulla…).

Ho vinto diversi concorsi regionali, di cui conservo le targhe, per la miglior canzone dell’estate e dell’inverno negli anni 90, consecutivamente.

Sono anche autore di romanzi, uno dei quali classificato al secondo posto al premio internazionale Nero Wolfe per la letteratura (“Kharanne”) e con, a seguito, diversi racconti e un secondo romanzo, “Vasco per Sempre”.

Ho curato in prima persona la recensione ufficiale de “L’Altra metà del cielo” di Vasco Rossi, spettacolo sinfonico andato in scena alla Scala di Milano (sul facebook dell’artista si trova, ancora oggi, il mio pezzo) e ho collaborato con la redazione dell’artista, facendo due tour all’interno della sua struttura (Live Kom 2013 e Live Kom 2014), presenziando anche alle prove e ai vari incontri organizzati con i fans.

Ho recensito l’album “Sono innocente ma” all’anteprima di Bari, con articolo reperibile sul facebook dell’artista e sul suo sito ufficiale (vascorossi.net), dandogli titolo “Alla corte dell’Imperatore”.

Ho  un progetto in essere d’impatto e sto lavoro al ritmo di una canzone (con video professionale) al mese.

Registro con i tecnici di Noemi i miei brani (Mauro desideri, Albairate Studio di Carugate – MI).

Ho cinque brani in rotazione in Australia, Stai Uniti e Germania tramite “Radio Blu Italia Australia” di Paolo Puglia, primo tra i creatori delle radio libere negli anni settanta.

Ho contatti importanti con Puro Istinto Italiano per l’organizzazione dei futuri live, tramite Mike Signetti (fotografo, tra le altre cose, per Miss Italia negli anni passati).

 

L’intervista

Quando avete iniziato a fare musica?

Ho iniziato a fare musica da giovanissimo. Sono stato prima il frontman di una coverband, arrivando a suonare sul palco con i musicisti più popolari della musica italiana.

 

Con quali artisti siete cresciuti?

Sono cresciuto principalmente con Vasco Rossi, Zucchero e Ozzy Osbourne.

 

Come nasce la vostra musica? Quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

La mia musica nasce in qualunque momento, senza preavviso. Sono qui che faccio tutt’altro e, di colpo, mi viene in mente un concetto, una frase, già con la melodia. Poi il resto viene fuori da solo.

Non ho fonti di ispirazione precise. Diciamo che lascio fare ai miei pensieri. Sono loro che suonano.

 

 

 

 

Di cosa parla la vostra nuova avventura musicale?

La mia nuova avventura musicale parla, nell’insieme, di questioni esistenziali, pur lasciando spazio a tematiche più leggere. Non mi sento un innovatore ma, piuttosto, un “classico”, perché vivo il mal di vivere di chiunque e, senza fare ricerche né esperimenti, lo butto fuori così com’è.

 

Quali sono i generi in cui spaziate nella vostra produzione?

La mia produzione naviga principalmente nel rock tradizionale italiano, con uno sguardo al pop. Penso che se si vuole trovare un qualche tipo di differenza dal resto, bisogna fare caso ai testi più che al genere

 

Cosa ne pensate dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Sono molto favorevole ai social e al web per farsi conoscere. Anni fa era impossibile arrivare al pubblico senza l’intervento delle divinità discografiche. Anzi, sono sempre state violente nell’ignorare, forse per concentrare “la torta” in poche mani e avere fette il più grosse possibili. Oggi, invece, alle persone puoi arrivare senza che questi semidei possano interferire favorendoti o ostacolandoti, ed è una cosa meravigliosa.

 

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

In un qualunque brano non deve mai mancare il coraggio.

Non posso pensare di scrivere da vigliacco né di ascoltare un vigliacco.