Aliké: una terapia personale di pop digitale

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Gira questo primo lavoro firmato dalla performer svizzera Aliké: si intitola “Free Therapy”, uscito lo scorso 2 dicembre per la Koolbet. Un Ep digitale che troviamo dentro i principali canali di distribuzione che rispettano a pieno il cliché e cercano comunque di dare una impronta di carattere e di suono anche al marchio della Koolbeat che si sta facendo notare con produzioni in linea anche dense di coraggio e derive altre.

Ma con questi 4 inediti che spaziano dall’italiano all’inglese, l’atmosfera che si respira si attesta dentro un unico (o quasi) contenitore: il beat digitale ricco di glamour che un poco strizza l’occhio all’R’n’B di maniera e molto a quel colore scuro della nuova fusion internazionale. Il pop ricco di pregiate qualità svetta dentro il singolo “Pills”, echeggiante di quella dance anni ’80 dentro cui alla memoria saltano gli evergreen italiani di Ivana Spagna o Anna Oxa – ovviamente per restare ancorati alla nostalgia tutta nostrana. Tuttavia il taglio è decisamente internazionale soprattutto quando il disco si apre con “Glow” dentro cui si mescolano le regole del grandissimo pop apolide di tutto il mondo, da Ed Sheeran alla più italiana Joan Thiele (che non sappiamo se prendere nelle sue derive moderne o nella più alta declinazione acustica).

 

Purtroppo niente di nuovo sotto al sole, e va detto che dal nostro ascolto, quel senso di internazionalità un poco decade quando Aliké canta in italiano: forse macchiati dal pregiudizio di capirne le parole, forse dal loro suono… ma ecco che il disco torna italiano ed è forte il rimando istintivo ad un tempo antico, vintage, un suono in perfetto cliché indie che tanto deve all’Italia pop degli anni ’80 e ’90.
Su tutto però ci piace sottolineare questa voce di Aliké che si sagoma le chiuse con un velo di blues che ci piace e contribuisce a restituire carattere ad un progetto che cerca lo standard in tutto.