Aigì si racconta, raccontando Firenze

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Qualche giorno fa, avevamo raccontato del nuovo singolo di Aigì, “Piazzale Michelangelo”; oggi, invece, facciamo parlare lui, curiosi di sapere cosa si nasconde dietro alla pubblicazione del suo ultimo brano e quali siano i passi successivi a quest’altro importante step.

Buona lettura!

Ciao Aigì, benvenuto! Presentati a chi ancora non ti conoscesse spiegandoci anche la scelta del tuo nome!

Ciao agli amici di Onde Indie Pendenti! Sono un cantautore indie/pop di Tropea con “sede” a Firenze. Il mio nome nasce dalla pronuncia delle iniziali del mio nome anagrafico, Antonio Il Grande.

Il 21 maggio pubblichi “Piazzale Michelangelo” ti va di descriverci quelle che sono le idee alla base del singolo?

“Piazzale Michelangelo” è un omaggio alla mia città di adozione, Firenze. In un momento di sconforto è nata una canzone che parla di bellezza, di leggerezza e che si può dedicare a un amico, a un amante, persino a sé stessi.

Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente per le tue creazioni musicali?

Sicuramente i grandi cantautori del passato come Dalla, De André, Battisti, De Gregori, ma anche molti del presente come Brunori, Cremonini, Mannarino. Per il resto ascolto anche musica attuale, italiana e non, dai Coldplay a Tedua per dire.

Con la speranza che i live possano continuare anche in estate, hai già fissato delle date in cui potremmo venirti ad ascoltare dal vivo?

Al momento niente di già stabilito, ma ci stiamo mobilitando anche in vista di nuove aperture.

Parliamo un po’ del presente. Qual è, ad oggi, la più grande paura di Aigì? E invece, che cos’è che allevia, a sera, il tuo dolore?

La mia più grande paura è non trovare il mio spazio. Allevia il mio dolore la consapevolezza che la musica è imprescindibile nella mia vita e che troverò il modo per far sentire la mia voce.

Lasciaci con tre posti che dovremmo assolutamente vedere se ci trovassimo a Firenze, oltre a piazzale Michelangelo!

Bella domanda. Firenze è tutta da vedere! Ci provo: Santa Croce, giardino di Boboli e Palazzo Vecchio.