Adriano Formoso: “Il mio essere sia un cantautore che uno psicoterapeuta”, l’intervista

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Adriano Formoso è un cantautore italiano, psicologo psicoterapeuta psicoanalista di gruppo e omeopata-naturopata, vive e lavora a Milano alternando la professione clinica e di docente universitario a quella di opinionista per giornali, riviste, radio e televisioni nazionali. La sua musica spazia dal Rock al Blues alla musica etnica contaminata da sonorità standardizzate nella sua ricerca. Ha dedicato la sua vita all’arte e alla salute mentale anche attraverso il teatro, la pittura, la scrittura e la musica. Nella sua vita professionale ha lavorato per l’IPM “C.Beccaria” di Milano, nei servizi territoriali per le dipendenze, come psicologo delegato di reparto in ostetricia e ginecologia ed è stato ideatore e conduttore del gruppo di Neuropsicofonia presso il CPS di Corsico. Ha pubblicato dischi, libri e articoli scientifici ed è membro e didatta del Centro Ricerca e Formazione AreaSanità di un’università lombarda. È da poco uscito il nuovo singolo “Di Vento -Adolescenza e Bowlby 432 Hz», una medicina per l’anima in forma canzone e il prossimo 30 giugno presso il Teatro San Babila di Milano ore 20.00 andrà in scena il Formoso Therapy Show. Abbiamo incontrato il Dottore che cura l’anima con la musica.

È nota l’importanza che dai all’infanzia nella tua professione, come presenti Adriano Formoso ai bambini che ricevi nel tuo studio?
Ipotizzando che un bambino mi percepisca come uno stimolo visivo imponente per la mia grandezza fisica, la barba, la voce profonda o altre caratteristiche della mia comunicazione non verbale, cerco di entrare in relazione con lui facendolo sentire al sicuro e a suo agio. Successivamente mi presento come un dottore che vuole aiutare i bambini ad essere più felici. Cerco di agevolare la mia accoglienza ricevendoli in un ambiente dove possono toccare vari strumenti musicali o incuriosirsi a loro e pormi delle domande. Entrare in relazione con loro attraverso la musica è meraviglioso e efficace nell’intervenire sui loro bisogni.

Quando sei in scena che tipo di terapeuta senti di essere?
Un terapeuta che ha imparato negli anni a come fare psicoterapia con le canzoni e a come scrivere canzoni per fare psicoterapia, convinto che la relazione d’aiuto possa attivarsi anche suonando e cantando. Quando ero specializzando apprezzai molto uno dei miei maestri che facendogli ascoltare dei brani che stavo scrivendo durante la scuola di formazione mi definì un “Cantaterapeuta”.

In un tuo articolo hai affermato che il canto ha implicazioni con la storia dell’uomo e della comunicazione, hai da dire qualcosa in più rispetto a questo tema?
Il canto avviene attraverso suoni prodotti dal nostro apparato fonatorio dove sviluppiamo la voce e il linguaggio. Anche nel Vangelo di Giovanni si legge che “in principio era il verbo” dove verbo sta per parola e parola per suono. È stato bello per me scoprire crescendo che il canto ha implicazioni con la storia dell’uomo e della comunicazione perché è una delle forme più antiche e universali di espressione artistica e culturale. Il canto è stato usato fin dall’antichità per trasmettere storie, miti, leggende, valori e ideali di un popolo o di una comunità. Il canto ha anche una funzione sociale e rituale, come nella tragedia greca o nel canto gregoriano. Il canto è anche un modo di esprimere i sentimenti, le emozioni, le aspirazioni e le identità personali e collettive. Il canto è quindi un linguaggio universale che unisce gli esseri umani attraverso il suono e la parola. Ecco perché ho ritenuto un incontro fecondo il mio essere sia un cantautore che uno psicoterapeuta.

Sigmund Freud fu il primo a parlare del potere della parola, nel tuo essere terapeuta e musicista che significato acquista la parola?
Essendo la parola l’essenza del canto e del suono, perché ogni parola è un suono e la voce umana sia il primo naturale strumento musicale in nostra dotazione. Così la terapia della parola è di conseguenza una terapia anche musicale. Attraverso il nostro modo di modulare la voce e le parole possiamo esprimere le nostre emozioni che accompagnano il significato di quello che stiamo dicendo.

Puoi parlarci del nuovo singolo Di Vento -Adolescenza e Bowlby 432 Hz?
Con quest’ultima pubblicazione “Di Vento – Adolescenza e Bowlby 432 Hz”, brano con cui inizio il mio spettacolo denominato “Formoso therapy show”, ho voluto fotografare il mondo degli attuali adolescenti prendendo spunto dalla mia esperienza diretta con loro e le loro difficoltà. Il titolo simboleggia il racconto: “Di Vento”, leggerezza ma anche trasformazione e andamento se togliessimo lo spazio tra la preposizione e il sostantivo, “Adolescenza e Bowlby” per ricondurmi a John Bowlby, il precursore degli studi sugli stili di attaccamento convinto di quanto le nostre esperienze affettive-relazionali infantili influiscano sulla nostra restante formazione durante lo sviluppo. “432 Hz” è l’accordatura che utilizzo per le mie opere. È stato appurato e lo confermo che la musica composta con tale accordatura si veicola con più efficacia nel corpo e nella natura, sia per offrire energia che riequilibrio entrando meglio in risonanza con le frequenze del nostro organismo.

Il 30 Giugno al teatro San Babila di Milano sarai in scena con il Formoso Therapy Show, vuoi dirci qualcosa in più nell’invitare chi ci legge?
Chi parteciperà all’evento vivrà una triplice esperienza, quella di assistere ad un concerto, ad un evento ludico e a un convegno di psicologia. Si canta, si ride, si apprende e si potenzia la nostra mente e il nostro corpo. Sarà un momento di crescita personale divertendosi. Attraverso alcune mie canzoni scelte per l’occasione guiderò ad una riflessione sulle varie fasi della vita delle persone, dal perinatale all’anzianità e come una serie di processi diventino sincronici, partendo dall’infanzia e caratterizzando le successive esperienze delle nostre vite. Poi per chi lo vorrà proporrò anche semplici esercizi di canto e meditazione guidata per sentirci in perfetta armonia.