A tu per tu con Marco Galimberti

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Marco Galimberti è un giovane cantautore brianzolo che ha chiuso il 2021 nel migliore dei modi pubblicando il singolo “Ero solo un bambino”.

Un sound che viaggia da Cesare Cremonini a Fabrizio Moro, strizzando l’occhio ad Ultimo, accompagna il ritorno dell’artista di Ornago (MB) alla pubblicazione di musica inedita dopo L’EP “In punta di piedi” uscito nel 2020 ed alcune cover nel corso di questo periodo.

La canzone nasce da un periodo in cui l’artista pensava di abbandonare la musica… fortunatamente così non è stato e la sua perseveranza è stata letteralmente premiata: grazie ad essa il nostro Marco si è aggiudicato ad inizio dicembre il terzo posto ed il premio per la miglior interpretazione al prestigioso concorso musicale “Premio Mia Martini”.

Abbiamo deciso di fare due chiacchiere con Marco per approfondire la sua storia!

Ciao! Complimenti per il tuo nuovo singolo Ero solo un bambino: ci racconti quando è nato il pezzo?

Ciao! Ti ringrazio!!! Il pezzo ha cominciato il suo percorso circa 2 anni fa ormai quando scrissi il testo in una sera un po’ complicata in cui pensavo di abbandonare la mia carriera musicale. Nacque questo testo che mi spronò a fare il contrario.

A fine 2020 Luca Sala ha composto la musica e da lì è nata la versione definitiva del brano.

Se potessi tornare indietro nella tua carriera, c’è qualcosa che faresti diversamente o sei soddisfatto del tuo percorso così com’è?

Sono dell’idea che si possa fare sempre meglio. Probabilmente se tornassi indietro comincerei il mio percorso da solista almeno un paio di anni prima e se potessi tornare ancora a quando ero bambino, appunto, avrei cominciato a studiare canto e pianoforte. Però sono soddisfatto di quello che sto facendo oggi e delle belle cose che sono successe nell’ultimo periodo.

Sappiamo che con Ero solo un bambino ti sei classificato terzo al premio “Mia Martini”, vincendo il premio per la miglior interpretazione. Che esperienza è stata?

E’ stata una grande emozione ricevere il premio per la miglior interpretazione ad un concorso così importante. Mi ha in parte ripagato per i tanti sforzi necessari a chi decide di seguire la strada della musica. Ho incontrato tanti ragazzi, cantanti e cantautori molto bravi, tutti con storie diverse e personalità differenti che mi hanno trasmesso e insegnato molto. C’è stato un po’ di rammarico per essere arrivato così vicino alla vittoria e averla vista sfumare all’ ultimo. Tuttavia, a mente fredda, dico che va bene così; mi porto dentro la bella esperienza, nuove amicizie e un riconoscimento molto importante.

Che emozioni provi quando canti questa canzone?

Sono sempre molto emozionato. E’ una canzone molto intima, parla di alcune cose che non ho mai confessato a nessuno, quindi da un certo punto di vista mi fa sentire fragile, dall’altro il fatto di essere riuscito a mettere in musica certe cose mi fa sentire forte e in qualche modo “protetto” dalla musica.

Provo nostalgia e uno strano senso di angoscia nella prima parte, ma dal primo ritornello in poi è anche liberatoria.

Quali sono i prossimi passi che farai a livello musicale? Cosa dobbiamo aspettarci da Marco?

Da Marco vi dovete aspettare sicuramente nuova musica, nuovi progetti e nuove idee. E’ un mondo difficile quello della musica e di conseguenza è anche difficile fare un programma dettagliato del futuro. Sicuramente l’obiettivo principale è quello di cercare di arrivare a più gente possibile per farmi conoscere e far conoscere la mia musica.

Nel frattempo possiamo ascoltare “Ero solo un bambino” su Spotify e su tutte le piattaforme di streaming e download online: